Treviso – L’ultima serata della 29ª settimana sociale dei cattolici trevigiani, curata dall’Istituto Toniolo, ha ruotato attorno al tema più scottante degli ultimi tempi: “Le nostre comunità locali interpellate da nuove urgenze e dall’arrivo dei profughi”. E lo ha fatto attraverso la voce degli ultimi della “filiera” dell’accoglienza, la chiesa e i sindaci. Relatori Matteo Biffoni, sindaco di Prato e referente per l’immigrazione dell’Anci, e mons. Gian Carlo Perego, Direttore della Fondazione Migrantes. Certo, l’accoglienza non può limitarsi a essere una questione di numeri, ma questi sicuramente fanno riflettere: a Prato, città di poco meno di 200.000 abitanti, ci sono 124 etnie, con scuole che registrano il 40% di stranieri, con una comunità cinese che conta 18.000 regolari e altrettanti irregolari e che ha messo in piedi 5.500 imprese. Inevitabile con questi numeri parlare di una nuova società che sta nascendo, di diritti e di doveri, di integrazione, di ius soli, di scuola… “Possiamo anche star lì a parlare di rifugiati da paesi in guerra e di migranti invece economici, e nel frattempo loro continuano ad arrivare”, ha sottolineato il sindaco di Prato. “Possiamo anche far finta di niente e dire che le soluzioni spettano al Ministero degli Interni e alle Prefetture che, a questo punto, impongono le soluzioni. Oppure possiamo collaborare perché, secondo me, chi ha avuto l’incarico di amministrare una città ha il dovere di dare delle risposte che su questo tema tengano conto di un’accoglienza dignitosa da una parte e che non crei tensione nel territorio che accoglie i migranti, dall’altra”. Ed ecco come nasce il modello toscano di accoglienza, “spinto molto in avanti” con piccoli nuclei in tutto il territorio. “Sapete qual è la mia più grande soddisfazione? – racconta Biffoni ai presenti -. E’ giunta una troupe di Rete 4 per fare un servizio sulla presenza di 5 profughi sistemati in una zona bene della città. Hanno provato a far interviste ma rispondevano che a loro non davano noia e che anzi pulivano il giardinetto… Non c’era notizia”. Anche i mass media possono fare la loro parte. Nel bene e nel male. Ora a Prato ci sono 370 accolti che, coperti da assicurazione, fanno attività di volontariato. Anche mons. Gian Carlo Perego ha presentato i numeri, a livello italiano: negli ultimi 2 anni sono giunte 300.000 persone, 95.000 si sono fermate qui, le altre hanno proseguito il cammino. Con Mare Nostrum si sono salvate molte vite umane anche se si contano 1.500 morti che sono raddoppiati dopo la chiusura di Mare Nostrum pagato dall’Italia perché per l’Europa costava troppo: 300 milioni di euro. “Ma 3 giorni di guerra in Libia contro Gheddafi ne sono costati 586 milioni e adesso quella guerra è causa di molti di questi viaggi verso l’Italia”, sottolinea amareggiato mons. Perego. Puntando il dito anche contro le briciole date alla cooperazione internazionale. 33 guerre in atto e 19 situazioni di instabilità hanno messo in cammino 8 milioni di persone. Non si fermeranno. Possiamo far finta di niente. O favorire la loro integrazione per star bene tutti. (Lucia Gottardello – lavitadelpopolo.it)



