Mons. Di Tora: 450 sacerdoti per gli italiani nel mondo

Brescia – Oggi nel mondo sono circa 450 i sacerdoti, secolari e regolari attivi in 380 centri tra parrocchie, cappellanie e missioni, aiutati da 180 religiose. Per i circa 2.200.000 italiani in Europa sono attive 288 missioni o centri di assistenza pastorale con circa 350 presbiteri. Il dato è stato fornito questa mattina dal vescovo mons. Guerino Di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes, intervenuto alla Tavola Rotonda su “La Chiesa e la pastorale dei migranti in Europa” che ha aperto la seconda giornata dei lavori del Convegno delle Missioni Cattoliche Italiane in Europa in corso a Brescia fino a venerdì 16 ottobre. La presenza dei missionari, con un’età media di 65 anni, è in forte calo- ha sottolineato il presule – con una perdita  nel prossimo decennio di 150/200 presbiteri, tra regolari e secolari e la chiusura o l’accorpamento di 100 missioni. Esiste una rete di associazioni religiose laiche, curate dall’Ucemi che “condivide la fatica dell’associazionismo  italiano all’estero”.  A metà degli anni Novanta erano 300 i missionari in Europa in 262 missioni coadiuvati da 236 religiose. Dieci anni dopo, nel 2005 sono attivi 431 centri fra parrocchie e missioni, nei quali operano 543 sacerdoti aiutati da 166 suore e 51 operatori laici.

Mons. Di Tora si è soffermato sulla presenza degli italiani nel mondo oggi partendo dai dati forniti dal Rapporto Italiani nel Mondo della Migrantes e presentato a Roma lo scorso 6 ottobre: oltre 4 milioni 636 mila di cui il 15,2% ha meno di 18 anni, il 22,5% ha tra i 18 e i29 anni; il 23,4% ha tra i 35 e i 49 anni. Citando i dati mons. Di Tora si è poi soffermato sugli universitari e in particolare sul programma Erasmus, che ha “incentivato notevolmente la mobilità internazionale tra i giovani italiani”. Sono stati 17.754 gli studenti universitari che, nell’anno accademico 2008/2009, si sono inseriti nel programma europeo Erasmus, recandosi all’estero e 1.628 quelli che hanno compiuto un tirocinio presso imprese di altri paesi, su un totale europeo, rispettivamente, di 168.153 e 30.300 studenti. A venire in Italia sotto la copertura di questo programma sono stati, invece, 15.530. Dal 1987 al 2009 gli studenti europei protagonisti di queste “migrazioni per studio”, spesso funzionali anche a successive migrazioni per lavoro, sono stati 2 milioni (l’1% della popolazione universitaria). Lo spostamento “non è scoraggiato dal modesto sussidio comunitario (272 euro al mese), che in pratica finisce per favorire i figli di famiglie benestanti”. Le quattro destinazioni più popolari per i borsisti di questo programma sono la Spagna, che riceve più di 30.000 studenti, il 34,9% del totale, seguita da Francia con un 15,7%, Germania che accoglie il 10,7%, e al quarto posto il Regno Unito con il 9,3%. “La nuova emigrazione è, pertanto, giovanile e femminile, guarda in particolare ai Paesi europei e alle grandi città. Anche per questo, si segnala una crescita di disagio giovanile di italiani nelle grandi città europee, come dimostrano i numeri di giovani italiani nelle carceri di Londra, Parigi, Berlino”, ha evidenziato il presidente di Migrantes.