Ismu: le migrazioni in Europa

Milano – Tra il 1° gennaio e il 29 settembre 2015 sono giunti via mare in Europa mezzo milione di migranti, molti dei quali donne e minori in fuga dalla guerra in Siria che cercano protezione in Europa. Il dato è stato diffuso ieri dalla Fondazione Ismu secondo la quale il 75% degli migranti arrivati nei primi nove mesi di quest’anno ha percorso la rotta del Mediterraneo Orientale approdando in Grecia (388mila, principalmente da Siria e Afghanistan). L’Italia invece ha accolto sulle proprie coste 131mila migranti provenienti soprattutto da Eritrea (oltre 30mila), Nigeria (15mila) e Somalia (9mila). Nello stesso periodo hanno perso la vita nel Mediterraneo 2.892 persone, in particolare nella più pericolosa tratta dal Nord Africa all’Italia (90%). Nel mese di settembre tuttavia sono stati registrati numerosi incidenti mortali nel Mediterraneo orientale tra la Turchia e la Grecia, con 160 deceduti in 28 giorni. Sono più di quattro milioni i siriani che hanno abbandonato il loro paese. Secondo l’UNHCR, si tratta della più grave crisi umanitaria degli ultimi 25 anni. Gli sfollati interni in Siria superano i 7,6 milioni. Sono oltre 1,8 milioni i siriani in Turchia, quasi 1,2 milioni in Libano. In Europa le richieste d’asilo presentate da siriani sono state oltre 270.000. Il numero di domande di protezione internazionale presentate in Europa tra aprile e giugno 2015 sono state 213mila, l’85% in più rispetto allo stesso periodo del 2014. In particolare un quinto delle richieste proviene da siriani (44mila) e da afghani (27mila). Nel secondo trimestre del  2015 il più elevato numero di domande è stato registrato in Germania (80mila), in Ungheria (32mila), Austria (17mila) e Italia (15mila). Complessivamente nei primi sei mesi del 2015 sono state circa 400mila le domande di protezione internazionale presentate per la prima volta in Europa, mentre alla fine di giugno risultavano ancora in attesa di risposta dalle autorità nazionali dei diversi stati europei quasi 600mila domande presentate in precedenza (di cui 48mila in Italia). La “rotta balcanica” – riferisce la Fondazione –  sta assumendo un importante rilievo per gli arrivi e il transito verso l’Europa. La Repubblica di Macedonia ha dichiarato lo stato di emergenza in agosto, dopo l’aumento massiccio di flussi di migranti ai sui confini meridionali con la Grecia: secondo il Ministero dell’Interno della Macedonia tra il 19 giugno e il 19 settembre sono stati registrati 89.427 migranti, di cui il 17% è costituito da minori con le loro famiglie e il 3% da minori non accompagnati. La media attuale degli arrivi è stimata a più di 6.000 al giorno.