Migranti, mons. Galantino: “Vogliamo imprenditori della speranza non della paura”

Roma – Sull’accoglienza ai migranti “avremmo bisogno più di imprenditori di speranza invece che imprenditori della paura. Tutto deve essere fatto con intelligenza, senza improvvisazione e pressapochismi”. Lo ha detto il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, ai microfoni di inBlu Radio, network delle radio cattoliche italiane.


“Abbiamo finito da pochi giorni – ha aggiunto mons. Galantino – un primo provvisorio censimento delle persone accolte nelle realtà che direttamente hanno a che fare con la Chiesa cattolica italiana. Abbiamo censito oltre 22.000 persone che oggi sono accolte in nostre strutture. Questi sono solo quelli che sono stati accolti nelle realtà direttamente dipendenti dalla Chiesa italiana ma ci sono anche altre realtà che fanno capo comunque alle parrocchie e alle Caritas diocesane. Il Papa ha ragione a continuare a stimolarci perché la carità non ha limiti. Tutto questo deve essere fatto nel rispetto delle leggi,  così vengono garantite queste persone” che “non devono essere trattate come oggetti ma come soggetti”.
“Queste persone – ha proseguito mons. Galantino – non possono rimanere qui in eterno a bivaccare, aspettare e non vedere nemmeno le loro richieste prese in considerazione. Questo discorso riguarda noi ma anche chi ha delle responsabilità di governo. L’Italia, lo ha ribadito il presidente Bagnasco, a differenza di altri paesi europei ha dimostrato di essere attenta a questo problema. Certo anche l’Italia deve fare uno sforzo in più e passare dall’accoglienza alla programmazione per gli accolti”.