Immigrazione, accoglienza, integrazione: il ruolo e l’impegno dei territori montani

Roma – “L’estate delle forti polemiche sull’integrazione dei migranti e dei richiedenti asilo è stata contraddistinta da un impegno concreto nell’accoglienza dei territori montani e dei piccoli Comuni – anche se non ovunque omogeneamente – con modelli del tutto diversi da quelli della città. Situazioni importanti, buone pratiche che confermano il ruolo sociale, antropologico ed economico che gli stranieri e anche gli immigrati da Paesi del sud del mondo hanno proprio nelle zone montane. Senza pregiudizi, senza demagogia o populismi, gli stranieri che da anni vivono e lavorano sui territori chiedono la presenza di servizi, riformano una domanda “naturale” che genera impresa e va opportunamente orientata. È un fenomeno sociale da capire e interpretare per chi ha responsabilità politiche e amministrative”. Così l’Inter gruppo parlamentare per lo Sviluppo della Montagna intende non rimanere estraneo alle sfide sociali, antropologiche e culturali rispetto all’inserimento e all’integrazione dei migranti nelle aree alpine, oggi più che mai “sistema aperto” capace di accogliere. Servono – spiegano in una nota nella quale annunciano una conferenza stampa alla Camera dei Deputati per mercoledì 14 ottobreazioni concrete da attuare d’intesa con le Regioni, supporto e accompagnamento alle associazioni locali e alle Amministrazioni, ma anche progetti specifici per l’inserimento migliore nelle comunità e l’aumento della coesione. Senza dimenticare che gli stranieri sono per le valli alpine e appenniniche una straordinaria risorsa, come dimostrano tanti progetti avviati e la necessità di migliorare servizi pubblici locali nei territori ove gli stranieri risiedono, a vantaggio di tutti. La Storia ci dice “che le terre alte si svilupparono nella fase delle ‘Alpi aperte’, nella quale l’incrocio tra attraversamenti e popolazioni stanziali produsse l’insediamento urbano montano giunto sin qui. E la storia stessa dei montanari è storia di migrazioni, di scambi, di integrazione”.