Torino – Sono stati due i momenti di incontro il 15 ottobre che l’Ufficio Migrantes della diocesi di Torino ha organizzato in città. La mattina, presso la sala Multimediale della Regione Piemonte, la presentazione pubblica del Rapporto 2015 sulla Protezione Internazionale (a cura di Migrantes, Caritas Italiana, Cittalia, Anci, Sprar in collaborazione con UNHCR) è stata occasione di approfondimento e confronto sulla situazione delle accoglienze a livello nazionale, regionale e cittadino. Il pomeriggio, presso la sede dell’Ufficio Pastorale Migranti, si è tenuto un incontro di formazione rivolto a operatori pastorali, volontari delle parrocchie, parroci e famiglie delle comunità parrocchiali sul tema della protezione internazionale e sulle modalità dell’accoglienza presso strutture parrocchiali e religiose, alla luce dell’invito del Santo Padre e del Vescovo Cesare Nosiglia. Di fronte alla sala gremita, sono stati ripresi i suggerimenti del Vademecum pubblicato dalla Conferenza Episcopale Italiana, utili a quelle realtà che si affacciano all’accoglienza di rifugiati, e si è dato spazio alle domande e al dibattito. L’accoglienza ha infatti bisogno di formazione, ma anche del tempo necessario per valutare gli abbinamenti e quindi nel far conciliare le esigenze dei rifugiati con le caratteristiche delle strutture che accolgono (dimensioni fisiche, posizione geografica, opportunità presenti sul territorio). Al di là del numero significativo di parrocchie che si sono candidate all’ospitalità – dato caro ai mass media -, ciò che vale la pena sottolineare è il processo nato all’interno delle comunità ecclesiali, di informazione, di coinvolgimento, di dibattito e riflessione. L’accoglienza, così com’è vissuta, è un’occasione reale di “Grazia”. Diventa espressione di una comunità che cresce nella dimensione della solidarietà e dell’incontro con l’altro. La Chiesa, da parte sua, gioca da tempo un ruolo importante nell’accoglienza di rifugiati. Su oltre 7000 persone accolte in programmi di prima accoglienza in Piemonte, metà si trovano in strutture religiose. Dato che fa pensare a un cammino che non si esaurirà con l’Anno Giubilare, ma che diventerà parte integrante della vita pastorale, di un’organizzazione che prevede l’accoglienza del “povero” come tratto distintivo della sequela di Cristo. La Diocesi, attraverso l’Ufficio Pastorale Migranti, sta accompagnando le tante parrocchie pronte ad accogliere i rifugiati. Il 30 settembre scorso il Direttore della Pastorale Migranti, Sergio Durando, ha incontrato in Curia parroci e direttori delle Unità Pastorali proprio per dare informazioni sui percorsi di accoglienza possibili. Il 12 ottobre 2015, a Villanova d’Asti, i Vescovi piemontesi hanno incontrato i Coordinamenti regionali di Migrantes e Caritas in una mattinata di formazione e confronto. La giornata del 15 ottobre è stata dedicata intermante all’informazione e formazione sul tema. La prossima tappa sarà la Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato”, il 17 gennaio prossimo. Tema del 2016 sarà “Migranti e rifugiati ci interpellano. La risposta del Vangelo della misericordia”. In ogni parrocchia questa data potrà diventare occasione per organizzare iniziative di sensibilizzazione delle comunità sul tema dei rifugiati e dell’accoglienza dell’altro.
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