Roma – “E’ stata una donna che ha regalato momenti di gioia, di divertimento e di spensieratezza a grandi e piccoli”. Così mons. Piergiorgio Saviola, per anni direttore della pastorale per i circensi della Fondazione Migrantes, ricorda Moira Orfei, morta sabato a Brescia (dove il suo complesso era in scena). Una notizia che getta nel dolore tutto il mondo del circo e non solo. Basta leggere alcuni quotidiani di oggi che dedicano ampio spazio alla sua figura. Per mons. Saviola Moira Orfei è stata “una grande professionista che con il suo lavoro “ha portato in giro per il mondo la sua arte e il suo messaggio di pace e di speranza per il mondo. Tutti la ricordiamo come una donna che con i suoi spettacoli ha fatto divertire intere generazioni”. Moira, anche dopo aver smesso di lavorare, girava con il suo circo in giro per il mondo e non solo: “ricordiamo tutti i suoi saluti quando entrava in pista per dire grazie al pubblico che seguiva gli spettacoli e che l’accoglievano con applausi”.
Sarà proprio mons. Saviola a presiedere, mercoledì pomeriggio nel Duomo di San Donà di Piave dove oggi arriverà la sua salma e dove sarà poi seppellita nella tomba di famiglia.
La Fondazione Migrantes esprime cordoglio al marito Walter Nones, ai figli Stefano e Lara, ai nipotini e a tutti i familiari, ai quali si unisce anche le nostra redazione e quella di “Migrati-press”.
Moira (all’anagrafe Miranda) Orfei era nata a Codroipo il 21 dicembre 1931. La sua popolarità, fin dagli anni ’60 è stata enorme sia nell’arte circense che nel suo ruolo di attrice in diversi film. Ma non solo: una sua foto, scattata da Mario De Biasi, dal titolo “Gli italiani si voltano” e che mostra una giovanissima Moira Orfei avanzare di spalle in piazza Duomo a Milano, si trova oggi al Guggenheim di New York. (R.I.)



