Torino – “Ringrazio il Signore che ben 180 famiglie (e stanno ancora aumentando) hanno aderito all’invito di aprire la loro casa a un rifugiato per condividere quanto di più prezioso ha: una famiglia, la casa, la fraternità, l’accoglienza. E mi auguro che nelle festività di Natale tante famiglie e canoniche si aprano per accogliere un povero a pranzare nella propria casa perché, se Gesù è nato in una grotta e non in una casa non avendola trovata, almeno oggi i suoi discepoli sappiano offrirgli una casa accogliendo proprio nei giorni più densi di affetto e amicizia dell’anno che ne è privo”. E’ quanto ha detto mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, durante la celebrazione di ordinazione di 8 diaconi permanenti. Tra questi Kenneth Ilonwa, coordinatore e animatore da anni del gruppo ecumenico di cristiani nigeriani nella diocesi piemontese. Oggi – ha detto mons. Nosiglia – il nostro cuore è “turbato” dalla strage di Parigi e “alta si eleva la preghiera a Dio, fonte di giustizia e di pace, ma anche forte deve essere la nostra speranza fondata sulla certezza che ci viene dalla croce del Signore che il male alla fine viene vinto dall’amore più grande, che dà anche la vita per gli altri. Continuiamo dunque a operare per un mondo dove la cultura dell’incontro e non dello scarto si impone e dove, contro la violenza e la morte, non risponde con violenza e morte, ma sa vincere ogni male, anche il più ingiusto e devastante, con l’amore, la riconciliazione, il saper pagare un prezzo alto anche di persona come ha fatto Gesù, i martiri e tanti innocenti nel corso della storia cristiana di tutti i tempi e anche oggi”. “Sì – ha concluso – siamo certi che il bene e l’Amore di Dio accolto e vissuto giorno per giorno nel dovere e nelle responsabilità quotidiane di ciascuno vincerà ogni male e sarà più forte di ogni apparente sua sconfitta. Di questo siamo chiamati ad essere testimoni e promotori nella mentalità e nella cultura della gente, intessendo una rete di prossimità, di servizio e di accoglienza verso tutti testimoniando così la forza della Pasqua del Risorto, che niente e nessuno potrà mai impedire di imporsi nella storia”. (Raffaele Iaria)



