Legnano – Da mesi, e con maggior intensità nelle scorse settimane, i media ne hanno parlato incessantemente, le immagini hanno fatto il giro della rete e la comunità internazionale si è interrogata su come rispondervi. Così, quella che è stata definita “emergenza migrazioni”, con le sue molteplici facce, si è presentata in modo dirompente alle porte dell’Europa, dell’Italia. Così è accaduto in ogni angolo del Paese. È accaduto anche a Legnano, nord-ovest milanese, 60mila abitanti, entrando a far parte della vita quotidiana della città: “Ad un passo da noi”, dalle case dei legnanesi, dalle parrocchie, dalle scuole, chiamando in causa la società civile e l’associazionismo… L’invio, da parte del Prefetto, di 25 profughi giunto via Mediterraneo dal cuore dell’Africa, ha obbligato 11 comuni dell’area a consorziarsi per istituire un centro di prima accoglienza. A due passi da un centro per accogliere i rom che prima vivevano tra i boschi nella periferia della città.
Così, il gruppo giovani dell’Azione cattolica del decanato di Legnano, ha deciso di immergersi in questa realtà per conoscere più da vicino il fenomeno della mobilità attraverso l’incontro con coloro che ne sono protagonisti. Sabato scorso, 7 novembre, i giovani di AC (dando vita a una iniziativa denominata appunto “Ad un passo da noi”) sono stati ospitati dai giovani africani del centro di accoglienza di via Quasimodo e poi dalle famiglie rom di via Junker. Un incontro nella semplicità di esperienze scambiate, di racconti di vita vissuta, di un pranzo condiviso e nella profondità di un incontro che supera i chilometri che separano i Paesi d’origine, le culture, le lingue differenti le diverse fedi religiose. Proprio questo clima di ascolto e di reciproca accoglienza ha permesso di avvicinarsi, di parlare, condividere, mangiare, suonare e conoscere le storie di ragazzi e famiglie che, pur non avendo “bagagli”, portano con sé storie tutte da raccontare.
La presenza per l’intera giornata di mons. Gian Carlo Perego, Direttore generale della Fondazione Migrantes, con la sua esperienza e il suo “bagaglio” di conoscenze ha, poi, consentito di entrare nel merito della questione-migrazioni e dell’emergenza profughi che non può essere semplificata o banalizzata, ma che ha bisogno di uno sguardo attento e proiettato al futuro. Mons. Perego ha tracciato il quadro mondiale delle migrazioni, con un focus sull’area mediterranea, su quella europea e sull’Italia. Ha richiamato le parole di Papa Francesco e ha illustrato la posizione della Chiesa e l’impegno di tante realtà ecclesiale sul versante dell’integrazione. La presenza di diversi volontari, del prevosto don Angelo Cairati, del sindaco Alberto Centinaio, hanno dato il segno di una città che non resta indifferente. “Abbiamo vissuto – hanno infine commentato i giovani di AC – un momento che non ha la pretesa di poter essere sufficiente per capire la complessità di questo evento, ma ci ha permesso di incontrare e toccare con mano questa realtà, e così rilanciarci nelle nostre vite di giovani universitari e lavoratori con uno sguardo capace di accogliere”. (Marco Rotondi)



