Papa Francesco a Firenze: la città ha sempre avuto il “volto della carità”

Firenze – “Dio e l’uomo non sono i due estremi di una opposizione: essi si cercano da sempre, perché Dio riconosce nell’uomo la propria immagine e l’uomo si riconosce solo guardando Dio”. Lo ha detto questo pomeriggio Papa Francesco durante la celebrazione eucaristica allo Stadio “Artemio Franchi” di Firenze, che ha concluso la sua visita in Tosaca iniziata questa mattina a Prato e proseguita poi a Firenze, con l’incontro con i delegati del convegno ecclesiale della Chiesa Italiana iniziato ieri nel capoluogo toscano. Questa – ha spiegato il Papa  “è la vera sapienza, che il Libro del Siracide segnala come caratteristica di chi aderisce alla sequela del Signore. È la sapienza di san Leone Magno, frutto del convergere di vari elementi: parola, intelligenza, preghiera, insegnamento, memoria”. Ma san Leone ci ricorda anche che “non può esserci vera sapienza se non nel legame a Cristo e nel servizio alla Chiesa. È questa la strada su cui incrociamo l’umanità e possiamo incontrarla con lo spirito del buon samaritano”. Non per nulla l’umanesimo, “di cui Firenze è stata testimone nei suoi momenti più creativi, ha avuto sempre il volto della carità. Che questa eredità, ha detto, sia feconda di un nuovo umanesimo per questa città e per l’Italia intera”.Nella sua omelia Papa Francesco ha sottolineato che i “discepoli” di Gesù “non devono mai 
dimenticare da dove sono stati scelti, cioè tra la gente, e 
non devono mai cadere nella tentazione di assumere 
atteggiamenti distaccati, come se ciò che la gente pensa e 
vive non li riguardasse e non fosse per loro importante”.La Chiesa – ha sottolineato – vive tra la gente, “in mezzo alla gente” e “per la gente”.  (R.I.)