Roma – Gli africani cattolici che vivono in Italia – ma non solo – sono in festa in questi giorni per la visita di papa Francesco nel loro continente. Il primo dell’attuale Pontefice, che sin dal suo arrivo all’aeroporto di Nairobi in Kenya – ricorda il coordinatore Migrantes per la pastorale delle comunità cattoliche africane francofone in Italia, don Mathieu Malick Faye – ha ricevuto “la gioia” di un popolo che ha accolto un Papa, Francesco, che “fa molto parlare con le sue opere e le sue parole, sempre vicino ai poveri”. “E la Chiesa in Africa è – spiega il sacerdote – Chiesa delle periferie che accoglie il Papa che dice in uno dei suoi discorsi che ‘tra i poveri mi sento a casa’. Quando il Papa si sente a casa in Africa, immaginate la gioia degli africani che vivono in Italia e in tutto il mondo perché in Africa il senso dell’accoglienza è molto forte. Quando l’ospite si sente a casa sua in casa nostra, che bello! Che pace!”
Il Papa ha “incoraggiato la Chiesa africana” che lo “ha sentito” un “pastore” che “aspettavamo” e che “ci chiede di non perdere i valori africani, ma trasmetterli alle nuove generazioni. Sentiamo la vicinanza del Pontefice e la sua visita è venuta a fortificare la fede degli africani e a favorire unità, pace e giustizia in Africa senza dimenticare l’invito al dialogo tra le religioni”.
Oltre al gruppo dei francofoni nella Chiesa italiana, esiste un coordinatore delle comunità africane di lingua anglofona, don Robert Emeka Mgbeahurike, presenti soprattutto nelle grandi città. I due coordinatori accompagnano e seguono i circa 40 cappellani delle comunità cattoliche africane in Italia e che hanno un ruolo importante per questi gruppi che vivono la propria fede e la propria tradizione cristiana nelle proprie Chiese locali. Come tante altre comunità straniere in Italia gli africani hanno dato vita a una rete di centri pastorali in molte diocesi italiane. (Raffaele Iaria – Avvenire)



