Card. Scola: approfondire “una cultura dell’accoglienza”

Milano – I migranti sono persone “costrette” a sostenere a volte “inaccettabili” condizioni di viaggio “per ragioni di assoluta necessità, come la difesa della vita, della libertà o la determinazione a lasciarsi alle spalle la fame e la miseria”. E’ quanto ha detto questo pomeriggio l’arcivescovo di Milano, il card. Angelo Scola, nel suo discorso alla Città in occasione della festa di Sant’Ambrogio.  

Per il porporato l’immigrazione “non solo mette in campo la necessità di approfondire una cultura dell’accoglienza”, ma anche e “soprattutto un giudizio circa la radice dell’odierno sistema socio-economico che è all’origine del fenomeno migratorio. L’aggravarsi del terrorismo islamista ed il peso che va assumendo, anche per l’Europa, non cambiano il carattere strutturale del ‘meticciato di culture e di civiltà’ che le migrazioni presentano. L’attuale e imponente fenomeno migratorio – spiega il card.. Scola – presenta certi aspetti di emergenza, ma è già – e lo sarà sempre più – un fenomeno strutturale. Inoltre il terrorismo non potrà essere battuto senza un processo integrativo che domanda ricerca e promozione di ‘senso’, impossibile senza un intenso risveglio dell’Europa”.

Alle istituzioni l’integrazione degli immigrati domanda- ha detto poi l’arcivescovo di Milano – di “garantire il contesto di ordine, di pace e di benessere necessario perché l’accoglienza possa essere concretamente attuata dai singoli e dai corpi intermedi. L’autorità costituita dovrà essere particolarmente attenta, in proposito, a salvaguardare la pregnanza della capacità della società civile di sviluppare la propria identità e la propria storia, in altri termini la sua capacità di ‘tradizione innovativa’ in quanto fattore dinamico di edificazione di civiltà. Nel massimo rispetto della storia, della cultura e dei costumi del popolo che rappresenta, l’autorità statuale, ai vari livelli – ha concluso – non dovrà pretendere di imporre in modo meccanico un’idea astratta di integrazione. È fuori dubbio che il fenomeno migratorio visto in tutti i suoi aspetti anche negativi, ha bisogno – come da tempo chiede l’insegnamento sociale della Chiesa – di un nuovo ordine mondiale.