Mons. Perego: l’immigrazione esige una migliore informazione

Reggio Calabria – Compirà 18 anni il prossimo gennaio, quindi lo chiameremo B.G., solo con le sue iniziali. Viene dalla Nigeria, come la sua ragazza, Gift. Dopo un viaggio durissimo, sono arrivati a Reggio Calabria dove sono stati accolti nella Casa per minori non accompagnati, benedetta stasera dall’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, mons. Giuseppe Fiorini Morosini. Qui, a ottobre scorso, è nato il loro bambino.

B. G., Gift e il piccolo sono tre dei 12 minori  (tra loro, anche un altro neonato) che vivono nella casa Santissima Annunziata, secondo l’esperienza familiare della comunità Papa Giovanni XXIII, che gestisce la struttura d’intesa con la diocesi reggina e il coordinamento ecclesiale sbarchi che opera la Porto della città.

Adesso B.G.  ha un sogno. Lo ha raccontato al convegno seguito all’inaugurazione della casa: “Voglio aiutare – ha detto – i ragazzi come me, che vivono nelle strade della Calabria, dell’Italia o dell’Europa”.

All’incontro, coordinato dal responsabile della Casa, Giovanni Fortugno, all’interno della casa dell’Annunziata, in una via centrale della città calabrese dello stretto, mons. Gian Carlo Perego ha ricordato che la questione dell’accoglienza dei rifugiati esige un maggiore tasso di informazione, “per evitare che si pensi – ha rilevato il direttore generale della Fondazione  Migrantes – che 100.000 profughi con volti e storie diverse rappresentino un problema in un paese con 60 milioni di abitanti”. La tratta degli eritrei e sudanesi sequestrati nel Sinai è stata richiamata, all’incontro di Reggio Calabria, dal capo redattore di Avvenire, Paolo Lambruschi: “Chi scampa a questo business molto fiorente – ha rilevato Lambruschi – affida la sua vita agli organismi umanitari, e in questo ambito la Chiesa gioca un grande ruolo”. Il bisogno di costruire comunità familiari per i profughi è stato sottolineato dal responsabile della Comunità Papa Giovanni XXIII, Paolo Ramonda, mentre Danilo Feliciangeli ha parlato della sua esperienza di referente della Caritas italiana in Grecia, Libano e Siria.

Al convegno reggino, cui è seguito una fiaccolata contro la tratta delle prostitute, sono intervenuti anche il vescovo emerito di Ambatondrasaka in Madagascar, mons. Antonio Scopelliti; il direttore della Caritas diocesana, don Nino Pangallo; padre Bruno Mioli, direttore dela Migrantes diocesana e la coordinatrice del nutrito gruppo di volontari sempre pronti in caso di sbarchi al porto di Reggio Calabria, Bruna Mangiola. (Pasqualini Pandullo)