Migranti: salvataggi da record

Milano – Sono riprese a pieno ritmo le operazioni di soccorso nel mar Mediterraneo: nella giornata di lunedì circa 6.500 persone sono state recuperate nel corso di ben 40 diverse operazioni di salvataggio nel tratto di mare che separa la Libia dalle coste italiane, 3mila ieri. Così in appena 4 giorni s’è raggiunto il record senza precedenti di 13mila persone tratte in salvo.

Oltre alla Marina militare e alla Guardia costiera, anche i mercantili e le navi attrezzate per il soccorso da diverse ong sono intervenute: tra i soccorsi anche una giovane mamma eritrea che viaggiava sola con i suoi due gemellini di pochi giorni, nati all’ottavo mese di gravidanza. «Uno dei due bambini presentava segni di patologie legate alla prematurità: ipotermia, ipoglicemia e difficoltà all’alimentazione », spiega Antonia Zemp, coordinatrice del team medico di Medici senza frontiere che con la nave ‘Dignity I’ ha tratto in salvo circa 3mila persone in un solo giorno. La mamma e i neonati sono stati immediatamente trasferiti all’ospedale di Palermo. Storie di speranza arrivano anche dalla fregata ‘Fasan’ della Marina militare dove è stata battezzata una bimba di tre mesi proveniente dalla Nigeria e salvata lunedì in un’operazione di soccorso a nord della Libia. La mamma, di religione cattolica, ha chiesto al cappellano di bordo di officiare il rito. Un primo gruppo di 1.200 migranti ha toccato terra a Messina ieri sera, mentre altri sbarchi sono previsti per la giornata di oggi tra Palermo, Augusta, Pozzallo, Cagliari e Corigliano Calabro. Il bel tempo e il mare calmo hanno spinto gli scafisti a mettere in acqua sempre più gommoni e vecchi pescherecci. Imbarcazioni stipate all’inverosimile che – in alcuni casi, come già avvenuto negli ultimi mesi – non erano state nemmeno dotate di un telefono satellitare per chiamare i soccorsi in alto mare. Fortunatamente, la rapidità e la capillarità degli interventi ha evitato nuove stragi: solo due le vittime registrate. Che si vanno ad aggiungere alle oltre 3.100 persone che dall’inizio del 2016 hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa.

Non si sa, invece, quanti siano i minori (accompagnati e non) che toccheranno terra nella giornata di oggi. «Lunedì a Trapani sono arrivate circa 800 persone, tra cui 60-70 minori non accompagnati, soprattutto somali, alcuni erano molto piccoli», spiega Giovanna Di Benedetto di Save the children. Da inizio anno al 22 agosto scorso, erano 16.500 i bambini e gli adolescenti arrivati in Italia, di questi ben 14.700 hanno viaggiato da soli. In soli otto mesi è stato superato il numero registrato lo scorso anno, quando furono circa 12.300 minori non accompagnati censiti.

Ed è proprio l’accoglienza dei più piccoli la nuova emergenza. L’ampliamento della rete della primissima accoglienza e dei posti nel servizio Sprar a loro dedicati, seppure molto importante, non è sufficiente. Così, per far fronte a questa situazione, è in fase di discussione un provvedimento che prevede per il prefetto la possibilità di attivare strutture ricettive temporanee in caso di arrivi consistenti e ravvicinati di minori non accompagnati. Una proposta che è stata criticata dall’Asgi (Associazione studi giuridici sull’immigrazione) e dal Cnca (Comitato nazionale delle comunità di accoglienza). «Siamo consapevoli delle difficoltà – spiega Liviana Marelli, responsabile Infanzia, adolescenza e famiglie del Cnca – ma la soluzione non può essere quella di attivare nuovi Cas, che non assicurano adeguati standard e che dovrebbero essere temporanei, ma in cui si finisce per passare parecchi mesi». Il rischio «è che si vada a creare un sistema parallelo, un passo indietro rispetto alle garanzie che offre il sistema ordinario, che invece andrebbe potenziato », conclude Marelli. (Ilaria Sesana – Avvenire)