Roma – “Le migrazioni, in questi ultimi anni, sono cresciute del 30 per cento e vanno regolamentate. Non con i muri, però! Piuttosto, è necessaria una diversa gestione dei servizi che guardano a questa realtà”. E’ quanto ha detto il direttore generale della Migrantes, mons. Giancarlo Perego, in una intervista pubblicata oggi su “Il Giornale di Sicilia”. “Una politica estera che valuti con molta attenzione l’instabilità di molti Paesi di confine – ha spiegato – puntando a risolvere le situazioni di miseria e persecuzioni che sono alla base di molte migrazioni. Ecco perché abbiamo sollecitato più volte un piano Marshall per l’Africa e, invece, l’Europa ha destinato un miliardo 800 milioni che serviranno alla creazione di campi e a delocalizzare l’accoglienza dei profughi”.
Per mons. Perego tutti gli interventi militari, quelli fatti in Libia come gli attuali in Medio Oriente, hanno “ulteriormente aggravato la situazione generando non solo povertà e instabilità ma anche migrazioni. Basti pensare alla Siria, ai 6 milioni e mezzo di persone in fuga”. Dal punto di vista della regolamentazione dei flussi migratori, quindi, è “chiaro che ogni missione armata riesce solo a peggiorare le cose”.
Per mons. Perego tutti gli interventi militari, quelli fatti in Libia come gli attuali in Medio Oriente, hanno “ulteriormente aggravato la situazione generando non solo povertà e instabilità ma anche migrazioni. Basti pensare alla Siria, ai 6 milioni e mezzo di persone in fuga”. Dal punto di vista della regolamentazione dei flussi migratori, quindi, è “chiaro che ogni missione armata riesce solo a peggiorare le cose”.



