Zurigo – “Quello che soltanto due mesi fa appariva impossibile è avvenuto. La mobilitazione della società civile svizzera ha permesso di ribaltare le previsioni: l’iniziativa dell’UDC, ancora una volta contro gli stranieri, é stata bocciata con il 58.9% dei voti”. E’ questo il commento di Franco Plutino, Presidente delle Acli della Svizzera, dopo il risultato di ieri. I cittadini elvetici hanno detto no all’espulsione automatica degli stranieri, anche per reati non gravi. Contro questa iniziativa si erano schierati parlamentari, giuristi, intellettuali, artisti, le Chiese e numerose organizzazioni sindacali, dell’economia e associazioni umanitarie. Per le Acli stranieri nati e cresciuti in Svizzera, i “secondos, avrebbero rischiato di essere espulsi in caso di recidiva anche per reati di lieve entità. Il NO all’iniziativa conferma ai giudici il compito assegnato dalla democrazia svizzera di decidere sulle espulsioni mentre viene bocciata la proposta UDC sull’automatismo dell’espulsione da iscrivere nella Costituzione”. L’Organizzazione si augura che questo voto “segni un’inversione di tendenza in merito alle iniziative contro gli stranieri. Gli stranieri hanno svolto un ruolo importante per la costruzione della moderna Svizzera e continuano ancora oggi a dare un contributo significativo e indispensabile. Alla Confederazione – scrive ancora Plutino – va riconosciuto il merito di fare di questa multiculturalità, nell’integrazione nel sistema socio-economico, un elemento di ricchezza e di progresso. Respingendo quest’ultima iniziativa il popolo ha evitato problemi nuovi sia al sistema democratico interno che nei rapporti con l’estero, oltre che sbarrare la strada a metodi in contraddizione con la Convenzione internazionale dei diritti dell’uomo di cui la Confederazione è convinta firmataria”



