Roma – “Sento l’orgoglio e la gioia, insieme però alla vergogna per i tanti che l’indifferenza e l’inedia non ha salvato, di accogliere proprio oggi la prima famiglia giunta in Europa con i corridoi umanitari. È il frutto che di una misericordia che non si accontenta, che non si nasconde dietro al facile ‘non è possibile’ oppure ‘già faccio abbastanza’, che non vuole adattarsi all’egocentrismo ma alle domande degli uomini così come esse sono”. Così l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi, si è rivolto ieri sera nella Basilica romana di San Giovanni in Laterano al “popolo” della Comunità di Sant’Egidio, riunito per celebrare il 48° anniversario della Comunità. In mezzo a loro la famiglia Al Hourani – marito, moglie e i due figli –, i primi profughi siriani arrivati con i corridoi umanitari aperti grazie a un accordo siglato lo scorso dicembre da Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e Tavola valdese con i ministeri dell’Interno e degli Esteri. “Grazie a questo progetto ecumenico – sottolinea la Comunità – mille altri profughi, attualmente nei campi del Libano, del Marocco e dell’Etiopia, raggiungeranno nei prossimi mesi l’Italia in piena sicurezza, senza affrontare i ‘viaggi della morte’ nel Mediterraneo”.
Mons. Zuppi, nell’omelia della Messa, ha rivolto un pensiero agli anziani, alle vittime della “violenza del mondo” e ai migranti, partendo dall’immagine delle dodici porte degli apostoli, che indicano “non solo le dodici porte della Santa Gerusalemme che viviamo già oggi radunati in questa visione del futuro che è l’assemblea dei fratelli e delle sorelle”, ma “significano anche una casa che si apre al mondo, che non vuole e non può pensarsi chiusa, che deve uscire per entrare nella storia degli uomini attraverso quella stessa unica porta di misericordia che è Cristo”. “Questo amore – ha proseguito – giunge alle folle della città, stanche e sfinite come pecore senza pastore, come i tanti anziani che implorano protezione, indifesi come sono, esposti alla banalità del male. Giunge alla folla di bambini e di tutte le vittime, come troppo spesso sono le donne, esposti alla cattiveria e alla violenza del mondo, vuole giungere a quella massa di migranti che diventano stranieri alla disperata ricerca di futuro”. (F.R)



