Roma – Sono 237.017 gli accordi di integrazione stipulati tra lo Stato italiano e gli stranieri alla data del 28 dicembre 2015. La quota maggiore (11,56%) spetta a Roma con 26.936 accordi stipulati, seguita da Milano (10,74%) con 25.017; a seguire Torino (4.03%) con 9.399 e Napoli (3.68%) con 8.580 accordi; Firenze con 7.268 accordi (3.12%), Bergamo con 7.036 accordi (3.02%) supera di poco Brescia, 6.619 (2.84%). L’accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato è stato introdotto nel nostro ordinamento dal D.P.R. 14 settembre 2011, n.179, Regolamento entrato in vigore il 10 marzo 2012. Da tale data, pertanto, gli stranieri, di età superiore ai 16 anni, che faranno ingresso nel territorio nazionale per la prima volta e richiedano un permesso di soggiorno di durata non inferiore ad un anno, dovranno sottoscrivere tale accordo presso le Prefetture o le Questure. Con tale istituto si è voluta perseguire- si legge in una nota – la strada del patto con il cittadino non appartenente all’Unione europea regolarmente soggiornante, fondato su reciproci impegni. Da parte dello Stato, quello di assicurare il godimento dei diritti fondamentali e di fornire gli strumenti che consentano di acquisire la lingua, la cultura ed i principi della Costituzione italiana; da parte del cittadino straniero, l’impegno al rispetto delle regole della società civile, al fine di perseguire, nel reciproco interesse, un ordinato percorso di integrazione.



