GMM: domenica 17 il Giubileo dei Migranti

Roma – Quest’anno la Giornata mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebra in tutte le 27.000 parrocchie italiane, avrà un particolare momento celebrativo nella regione Lazio.

Il Lazio è la regione del Centro Italia con il maggior numero di immigrati: oltre 600.000, di cui 500.000 a Roma; ma è anche la regione che ha oltre 400.000 emigranti italiani. 8.000 sono i richiedenti asilo e i rifugiati accolti nei CARA, nei Centri di accoglienza straordinaria e negli SPRAR del Lazio: l’8% degli oltre 100.000 accolti in Italia. A Roma sono presenti anche il maggior numero di comunità cattoliche di immigrati: 55.

Domenica 17 gennaio, in particolare, oltre 6.000 migranti e rifugiati  provenienti dalle 17 diocesi del Lazio, di almeno 30 nazionalità, saranno in piazza San Pietro per partecipare alla preghiera mariana dell’Angelus del Papa. Tra loro ci saranno anche 200 richiedenti asilo del CARA di Castelnuovo di Porto, con le bandiere delle diverse nazionalità presenti al Centro.

Dopo l’Angelus i migranti, attraversando la Porta Santa, andranno nella Basilica di S. Pietro, dove si celebrerà la S. Messa, presieduta dal Card. Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti. Ai piedi dell’altare della cattedra ci sarà la Croce di Lampedusa, anche per ricordare il viaggio drammatico, che per oltre 3.700 persone – tra cui quasi 800 bambini – nel 2015 si è concluso in fondo al Mediterraneo, di molti richiedenti asilo.

Le ostie che saranno distribuite durante la Comunione sono state donate dai detenuti, anche stranieri, del carcere di opera, che hanno attivato un progetto-laboratorio.

La Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato del 2016- ha detto oggi mons. Guerino Di Tora, Presidente della Fondazione Migrantes durante la conferenza stampa della  presentazione della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato – diventa un momento particolare, un gesto concreto che caratterizza il Giubileo della misericordia che stiamo vivendo.