Gmm: festa dell’incontro

Roma – Ritorna la celebrazione annuale della Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato in 40mila parrocchie, comunità religiose, monasteri e santuari d’Italia. È indubbio che la Giornata cade in un momento particolare per le migrazioni in Italia e in Europa. I fatti di Colonia, il rischio di chiusura delle frontiere, i muri che si alzano insieme alle paure, le morti anche di tanti bambini nel Mediterraneo stanno mettendo a dura prova non solo la libera circolazione delle persone e la loro sicurezza, ma anche la sicurezza di tutti. Soprattutto è a rischio il futuro.


Infatti, senza migrazioni l’Italia, l’Europa muore. Senza migrazioni lo scambio culturale s’impoverisce. Senza migrazioni anche il dialogo religioso ha una battuta d’arresto. Senza migrazioni si muore in 44 Paesi del mondo per la guerra, 24 milioni di persone non possono lasciare la loro terra ferita da disastri ambientali e cambiamenti climatici, 250 milioni di persone in 59 Paesi rimangono vittime di persecuzioni religiose e politiche. Fermare le migrazioni, in questa situazione, ricorda papa Francesco nel Messaggio per la Giornata, significa cedere alla «indifferenza e al silenzio » che «aprono la strada alla complicità quando assistiamo come spettatori alle morti per soffocamento, stenti, violenze e naufragi». Le migrazioni sono una provocazione ad essere «custodi dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, ovunque essi vivano» continua il Papa, favorendo «la solidarietà, la cooperazione, l’interdipendenza internazionale, l’equa distribuzione dei beni della terra».


Papa Francesco invita le nostre comunità alla «cura dei buoni contatti personali e a superare pregiudizi e paure: ingredienti essenziali per coltivare la cultura dell’incontro», guardando non tanto alla condizione dei migranti – regolari o irregolari – ma alla loro dignità personale. Quest’anno la Giornata, incrociando l’Anno della misericordia, assumerà anche la caratteristica di essere il Giubileo dei migranti. Per questo, oggi almeno 7mila migranti e rifugiati presenti nelle 17 diocesi del Lazio, ospiti al Cara di Castelnuovo di Porto o del Centro Astalli, attraverso le Migrantes diocesane arriveranno in piazza S. Pietro per seguire l’Angelus del Papa, e subito dopo, passando per la Porta santa, parteciperanno alla Messa nella Basilica di S. Pietro, presieduta dal cardinale Antonio Maria Vegliò, Presidente del Pontificio Consiglio dei Migranti e degli Itineranti.


La Giornata a Roma e in tutte le nostre comunità sarà la festa dell’incontro, dove il Vangelo della misericordia ispirerà e incoraggerà percorsi nuovi e diffusi di accoglienza, nei centri e nelle periferie delle città, cammini di integrazione dei migranti che favoriscano inclusione e partecipazione alla vita sociale e politica, prassi sociali a tutela dei diritti e dei doveri di chi arriva e di chi ospita. E solo un festa dell’incontro che si trasforma in una cultura dell’incontro, costruita – come disse il Papa nel discorso alla città di Prato – sul «rispetto, l’accoglienza, l’inclusione, l’integrazione», aiuta il nostro Paese a crescere. Solo un cammino insieme, senza paure e pregiudizi, offre a tutti un futuro. (mons. Giancarlo Perego)