Il “Corriere d’Italia” compie 65 anni

Francoforte – Con il numero in distribuzione in questi giorni il “Corriere d’Italia”, il mensile delle Missioni Cattoliche Italiane in Germania e Scandinavia, entra nel 65.mo anno di vita. Nato nel gennaio del 1951, con il nome “La Squilla”, come supplemento de “L’Operaio Cattolico” e “Notiziario della Missione Cattolica Italiana in Germania”, il giornale – ricordsa oggi il delegato dlele mci p. Tobia Bassanelli – è stato fondato da don Aldo Casadei, missionario italiano a Francoforte. La testata – scrive ha “attraversato tante stagioni, legate alle sensibilità dei diversi direttori, alle condizioni economiche dell’editore, ai tempi della vita sociale e politica italo-tedesca. Ma è sempre rimasta fedele ai suoi lettori, gli italiani in Germania, cercando di raccontarne la vita, di dare loro una voce ed un peso pubblico, di aiutarli nel superamento dei problemi, come l’inserimento nelle realtà tedesche senza perdere il contatto con la terra di origine, lo sforzo per migliorare il successo scolastico e professionale dei figli, la realizzazione, una presenza culturale vitale e qualificata”. L’accompagnamento delle prime generazioni, la vicinanza alle seconde e terze generazioni, la ripresa degli arrivi dall’Italia di questi ultimi anni, e tante altre esigenze, “ci fanno – aggiunge p. Bassanelli –  capire che non è ancora giunto il momento di chiudere i battenti.  Anzi, in tempi di rapide trasformazioni e di profondi cambiamenti, è più che mai urgente avere dei punti saldi di riferimento, le idee chiare sui valori da sostenere e portare avanti, gli obiettivi che devono restare fondamentali”. Il giornale pensa di festeggiare questo anniversario con due iniziative: una festa  con i lettori e con i collaboratori e con due pubblicazioni: la storia delle Missioni cattoliche italiane in Germania, a cura di mons. Silvano Ridolfi e con un premio “Quando i miei vennero in Germania”, come continuazione del volume “Quando venni in Germania”, pubblicato in occasione del 40° dell’accordo italo Tedesco del 1955, che raccoglieva le testimonianze delle prime generazioni. (R.I.)