Milano: migrante da lezione di legalità

Milano – È un quarantenne, di origine africana, fa il venditore ambulante nel cuore pulsante della capitale lombarda. Non ha compiuto alcun reato, anzi, al contrario, ha dato lezione di civiltà. Ieri una telefonata avvertiva la trentenne M.M., store manager presso una nota ditta italiana di abbigliamento, che il suo portafoglio fosse stato ritrovato. Non era stato alcun borsaiolo a sottrarglielo, bensì, nella foga del saliscendi metropolitano, le era scivolato dalla tasca. Nel borsellino c’erano carte di credito, bancomat, contanti e documenti vari: nulla è stato sottratto. Il “principe della legalità” non ha ancora un volto, però ci sono alcuni indizi: è nato in Senegal nel ’75, le sue iniziali sono A.M. e, per sopravvivere, vende libri di una piccola cooperativa che si occupa di interculturalità. Mariangela, ecco il nome di colei che ha ricevuto la spiazzante telefonata, lo sta cercando: vuole decisamente ringraziarlo. “Gli devo dire grazie perché adesso mi fido di nuovo dell’umanità” -confida la giovane donna e, con voce entusiasta e squillante, aggiunge: “la notizia che ho ricevuto non penso sia magnifica soltanto per me, ma per ciascuno, perché sgretola pregiudizi, paure, fobie e ansie. Non c’è sensazione più bella di liberarsi di tutto ciò per poter ancora credere che esista gente straordinaria”. (DM)