Khalid: 2 anni, il primo profugo annegato dell’anno

Milano – Khalid aveva due anni. Del 2016 appena inaugurato si è portato negli occhi il colore dell’abisso. Khalid è il primo profugo annegato nel Mediterraneo all’inizio di un anno cominciato com’era finito, nel modo peggiore. Il suo corpo è stato issato a bordo da pescatori che incrociavano nell’Egeo alla ricerca di un buon punto nel quale gettare le reti non lontano dall’isola di Gaidaro. Khalid era in fuga con la mamma ventottenne ed altri 35 rifugiati. Tutti salvi, tranne lui. Ce l’avevano quasi fatta, poi il vecchio legno salpato dalla vicina Turchia è andato a infrangersi contro le scogli. L’impatto ha fatto come esplodere il barcone, andato in mille pezzi mentre i 36 migranti venivano sbattuti contro la scogliera. Non ce n’è uno che non abbia riportato ferite serie. Dieci sono in gravi condizioni. Khalid era sparito tra i rottami. Dopo lo schianto lui già non c’era più.

A darne notizia è stata l’ong Moas (Migrant offshore aid station), con base a Malta. Se in queste ultime settimane la situazione non è stata perfino peggiore lo si deve proprio allo sforzo dell’organizzazione umanitaria maltese che ha avviato l’operazione di “Postazione di soccorso in mare per migranti”, appunto Moas, che  è stata la missione di prevenire le morti in mare fornendo assistenza ai migranti che attraversano il Mar Mediterraneo, su barconi privi di ogni dotazione di sicurezza. Grazie alla nave da spedizione Phoenix, lunga 40 metri, due droni, due gommoni a scafo rigido e una squadra di soccorritori con personale sanitario di provata esperienza, Moas è in grado di localizzare, monitorare e assistere i profughi in difficoltà.

Protagonista di questa storia è Regina Liotta, nata e cresciuta a Reggio Calabria ed oggi moglie dell’imprenditore americano Cristopher Catrambone, che si occupa di assicurazioni anche in teatri di guerra. Il progetto è diretto da Martin Xuereb, ex Capo di Stato Maggiore di Malta, affiancato da un Consiglio direttivo composto da professionisti con competenze varie. I coniugi Catambrone sono stati indicati dalla rivista Foreign Policy tra i 100 “global thinker”, ovvero personalità che con il loro impegno e la loro ispirazione contribuiscono a cambiare il mondo.

Le autorità turche, spesso nel mirino perché sospettate di non fare abbastanza per fermare i trafficanti, ieri hanno diffuso il bilancio dei soccorsi nel 2015. La Guardia costiera di Ankara ha salvato 86.462 migranti, il 570% in più rispetto al 2014, secondo quanto riportato dal quotidiano Hurriyet. Durante le operazioni sono stati arrestati 143 trafficanti. Circa 24.100 degli 86.462 profughi sono stati salvati proprio al largo di Smirne. Non si hanno notizie dei procedimenti giudiziari, né un bilancio delle operazioni di prevenzione contro il traffico di migranti. (Nello Scavo)