Roma – Negli anni Ottanta, nella Capitale, si abbattevano le ultime baracche dove per trent’anni avevano vissuto circa 100 mila “baraccati” italiani.
Oggi, tuttavia, nella città di Roma si registra ancora la presenza di baraccopoli – in linea con la definizione di “baraccopoli” dell’agenzia delle Nazioni Unite UN-Habitat – abitate da 9 mila persone, in prevalenza cittadini di origini rom, italiani e stranieri.
Mercoledì 23 marzo 2016 alle ore 12 presso la Sala Di Liegro di Palazzo Valentini – via IV Novembre 119/a, Roma (secondo piano) – l’Associazione 21 luglio presenta “Roma: Oltre le baraccopoli. Agenda politica per ripartire dalle periferie dimenticate”. L’Agenda, alla cui stesura hanno contribuito personalità del mondo accademico, intende fornire strumenti collaudati a quanti amministreranno la città di Roma per mutare radicalmente le politiche nei confronti di chi vive nelle baraccopoli.
Nel corso della presentazione verranno sottoposte ai candidati a sindaco proposte concrete per dare una risposta anche ai cittadini dei quartieri che vivono in prossimità delle baraccopoli e per superare definitivamente il “sistema” costoso dei “campi nomadi”.
Oggi, tuttavia, nella città di Roma si registra ancora la presenza di baraccopoli – in linea con la definizione di “baraccopoli” dell’agenzia delle Nazioni Unite UN-Habitat – abitate da 9 mila persone, in prevalenza cittadini di origini rom, italiani e stranieri.
Mercoledì 23 marzo 2016 alle ore 12 presso la Sala Di Liegro di Palazzo Valentini – via IV Novembre 119/a, Roma (secondo piano) – l’Associazione 21 luglio presenta “Roma: Oltre le baraccopoli. Agenda politica per ripartire dalle periferie dimenticate”. L’Agenda, alla cui stesura hanno contribuito personalità del mondo accademico, intende fornire strumenti collaudati a quanti amministreranno la città di Roma per mutare radicalmente le politiche nei confronti di chi vive nelle baraccopoli.
Nel corso della presentazione verranno sottoposte ai candidati a sindaco proposte concrete per dare una risposta anche ai cittadini dei quartieri che vivono in prossimità delle baraccopoli e per superare definitivamente il “sistema” costoso dei “campi nomadi”.



