Roma – I gesti parlano più delle parole, ha ricordato papa Francesco questo pomeriggio nell’omelia al Cara di Castel Nuovo di Porto, alla presenza di oltre 800 rifugiati e richiedenti asilo. “Il gesto eucaristico del pontefice – commenta mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes – di lavare i piedi a 12 richiedenti asilo provenienti da alcune delle 25 nazionalità degli ospiti certamente sottolinea nuovamente, quasi in un itinerario di continui gesti e incontri a partire da Lampedusa nell’estate 2013, la scelta preferenziale dei poveri nella Chiesa oggi”.
Per il sacerdote il gesto di papa Francesco, però dice “qualcosa in più il giorno dopo la strage di Bruxelles” e cioè “la necessità di continuare il dialogo interreligioso, con le diverse religioni ospiti del CARA, quale strumento intelligente di pace e di fraternità”; “richiama che l’ospitalità, l’incontro, il rispetto sono azioni intelligenti che esprimono misericordia e costruiscono pace e sicurezza nelle nostre città”; ricorda come chi confonde terrorismo e religione crea conflittualità, insicurezza, guerra”. (Raffaele Iaria)



