Roma – “Le strutture della Chiesa italiana sono sempre aperte all’all’accoglienza, come abbiamo sempre fatto”.
Al termine del Consiglio Permanente della Cei, che si è svolto questa settimana a Genova, nel corso di una conferenza stampa oggi a Roma il segretario generale, mons. Nunzio Galantino, ha presentato il comunicato finale.
Tra i temi della prolusione del presidente dei vescovi, il card. Angelo Bagnasco, Bagnasco sono stati ripresi soprattutto la condanna dell’indifferenza che circonda tanto le continue persecuzioni religiose quanto il dramma dei migranti; la preoccupazione per l’inverno demografico che impoverisce il Paese e per il progressivo sgretolamento culturale della società; l’attenzione a sostenere la famiglia e ogni opportunità lavorativa.
Proprio valorizzando un passaggio centrale della prolusione, i Vescovi del Consiglio Permanente si sono soffermati sulla situazione dei Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente, per verificare quindi la risposta delle diocesi italiane in merito all’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati.
In Italia oggi – ha detto mons. Galantino rispondendo alle domande dei giornalisti, sono oltre ventimila i profughi attualmente ospitati nelle parrocchie e in strutture delle diocesi italiane. Segno di una accoglienza diffusa come quella che avviene nelle famiglie “Molte famiglie, specialmente al Nord, hanno dato la loro disponibilità ad accogliere i profughi”, ha evidenziato il presule ribadendo che la Chiesa italiana non si lascia fermare davanti a un dato molto importante: ci sono persone che fuggono dalla guerra, dalla miseria, su questo non si possono fare sconti. Non è costruendo muri, come dice il Papa, che si risolve il problema”.
Il segretario generale dei vescovi italiani ha invitato l’Europa “a discutere con serietà” dei flusii dei migranti ed ha sottolineato che la selezione per nazioni nell’accoglienza –“è una forma di egoismo, è come dire: ‘Io voglio quelli che possono servirmi’”. Tra i problemi più urgenti da affrontare, inoltre, quello dei minori non accompagnati: “In Italia quanti bambini sono scomparsi!”, ha ricordato invitabdo anche i giornalisti ad una informazione corretta sulla presenza dei migranti nel nostro Paese. “In Italia – ha detto – c’è una forbice enorme tra la percezione della presenza degli immigrati in Italia, che oscilla dal 34 al 40%, e la realtà di questa presenza, che ammonta a non più dell’8 per cento. Per mons. Galantino in questo
contesto non servono “le sparate” ma “la ragione, i dati concreti
e il confronto sereno”.
E rispondendo ad una domanda
ha detto che sullo ius soli, ha detto che, anche se la questione è complessa “fa impressione che un giovane nato in Italia è come se non
esistesse”. (Raffaele Iaria)



