Milano – Il Señor de los Milagros è una devozione che parla di schiavi africani, di dipinti su muri delle case, terremoti e guarigioni inspiegabili. Nasce in Perù e poi, portata con sé dagli emigranti, arriva in tutto il mondo. Nella Diocesi di Milano è vissuta nelle famiglie e soprattutto nelle comunità di stranieri. Una volta l’anno diventa una processione molto sentita e colorata che riunisce migliaia di fedeli, in gran parte sudamericani, per lo più peruviani. Prima organizzata in centro a Milano, da qualche anno si sposta nelle Zone pastorali: la prossima sarà domenica 30 ottobre alle ore 10 a Pioltello. Il corteo partirà alle 10.30 dalla chiesa Maria Regina in via Perugino e, dopo aver percorso le vie del quartiere, ritornerà alla partenza, alle ore 14, per la Santa Messa concelebrata dai sacerdoti della città, dal responsabile diocesano della Pastorale dei migranti (Migrantes), don Alberto Vitali, e dal suo predecessore don Giancarlo Quadri, da due anni Cappellano del Centro pastorale per i fedeli italiani a Bruxelles. «A Lima la processione si tiene due volte l’anno, a ottobre. È l’evento cattolico più importante del Perù e non ne ho mai persa una», racconta Luis Gomez. Cinquantasei anni, dal 1993 in Italia, prima a Milano e poi a Pioltello, è uno degli organizzatori. Porterà il quadro in processione con la struttura che lo contiene, la «anda». «È molto pesante, quasi una tonnellata: la portiamo a spalle in gruppi di 32 persone, a turni». Il dipinto è una copia esatta di quello che viene trasportato in processione a Lima, «tranne le parti in oro precisa – che qui sono solo dorate. Lo abbiamo dal 2000, quando è arrivato via nave dal Perù in occasione del Giubileo». La devozione del Señor de los Milagros (cioè il «Signore dei miracoli») nasce nel 1650 quando alcuni uomini, si dice schiavi, originari dell’Angola dipingono un Cristo crocifisso sulla parete della casa dove sono soliti trovarsi, in un quartiere popolare di Lima. «Ecco perché – aggiunge Gomez – lo chiamiamo anche “Cristo moreno”, vale a dire Cristo nero, per il colore della pelle del suo autore». Il 13 novembre del 1655 un terremoto distrugge buona parte della capitale peruviana, ma il muro con il dipinto rimane sorprendentemente intatto. Molte persone lo interpretano come un segno divino e iniziano a pregare davanti all’effigie. Diversi raccontano di miracoli avvenuti a seguito di quelle preghiere.Italia o Sudamerica, «la devozione è la stessa», assicura Luis Gomez, «cambiano solo l’organizzazione e le dimensioni della processione». Quest’anno, per la prima volta, la «anda» sarà portata a spalla anche da alcuni ecuadoriani. «Siamo molto felici di questo spiega Gomez -: deriva dal fatto che dietro al Señor de los Milagros è dipinta la Virgen de las nubes, la Madonna delle nuvole, la cui devozione è molto viva in Ecuador». La scelta di non organizzare la processione solo a Milano, ma di spostarla ogni anno in una Zona pastorale è secondo Gomez «molto giusta. La confraternita del Señor de los Milagros è una realtà di tutta la Diocesi, a Pioltello siamo in 54, mi sembra una ricchezza portare il quadro dappertutto». Gomez è magazziniere, la moglie Maria del Pilar operatrice socio-sanitaria, i figli Luis Anthony e Miguel Ernesto l’uno universitario e l’altro muove i primi passi nel mondo del lavoro come cuoco. Si trovano bene a Pioltello, anche se «il nostro quartiere non è facile, ci sono circa cento etnie. Ma è questo il bello – conclude -: il Señor de los Milagros de-Una scorsa processione del «Señor de los Milagros ve venire dove c’è bisogno di Lui». (Filippo Magni – Milano Sette)



