Minori stranieri: sì della Camera alla legge

Roma – C’è una legge, finalmente, a tutela dei minori stranieri che arrivano in Italia. Centinaia, che ogni giorno affrontano il mare, da mesi.

Quasi ventimila soltanto quest’anno. Venticinquemila tra il 2014 e il 2015. E la legge italiana è anche la prima in Europa di questo genere: uno strumento che offre regole, che scandisce principi, in un Continente dove ancora non ne esistono. Come se quei bambini, quei ragazzi, non esistessero.

Il testo, approvato in prima lettura dalla Camera – con 333 voti a favore, 11 contrari e 16 astenuti – prevede misure concrete per intervenire in quella che è diventata una vera emergenza. Si parte dall’identificazione dei piccoli: tutta la procedura deve avvenire entro 10 giorni.

Gli stessi minori non possono essere trattenuti nelle strutture di prima accoglienza oltre i 30 giorni (oggi se ne prevedono 60) e, ciò che è più importante, devono essere inseriti in strutture dedicate, non insieme agli altri migranti. Nella fase di seconda accoglienza, poi, si sancisce che tutti i minori non accompagnati possano accedere al Sistema di protezione per i richiedenti asilo e rifugiati (Sprar).

Altro punto chiave della legge è il principio che ogni minore non accompagnato debba avere un tutor personale che lo prenda in carico e lo segua passo passo.

Un ruolo che finora è stato svolto dal sindaco della città, dove i minorenni sono ospitati, oppure dall’assessore ai servizi sociali. Per questo motivo verrà istituito un albo per i tutor volontari a cui potranno iscriversi privati cittadini, selezionati e adeguatamente formati, da parte dei garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza. La legge prevede anche un incentivo all’affidamento familiare di questi ragazzi, che dovrà essere una scelta prioritaria rispetto all’accoglienza in comunità.

Infine, la copertura economica. O meglio, l’istituzione di un Fondo ad hoc che per quest’anno prevede lo stanziamento di 170 milioni di euro, per l’anno prossimo idem, per il 2018 di 120 milioni. E la creazione del primo Sistema informativo nazionale dei minori non accompagnati presso il ministero del Lavoro: un registro delle presenze, senza il quale finora è stato impossibile gestire il flusso e le situazioni dei più piccoli. (V.D.)