Bologna – Uno dei dati più inquietanti che emerge dal 25° rapporto sull’immigrazione, che sarà presentato mercoledì a Bologna, è la forbice enorme che esiste tra la comune percezione sul fenomeno e i numeri che fotografano la realtà: una percezione spesso emozionale, veicolata dai media, spinge molti a parlare addirittura di «invasione inarrestabile», a fronte di un aumento nel 2015 di soli 11.000 immigrati su base nazionale, mentre le regioni del Nord Est, oltre alle Marche e all’Umbria registrano perfino una tendenza alla diminuzione del numero, con più partenze che arrivi. A curare il rapporto sono Caritas e Migrantes, le due istituzioni della Chiesa italiana che ogni giorno toccano con mano la realtà anche nelle zone profonde del paese. Dopo 25 anni di rilevazioni, appare evidente che le persone di origine straniera, molti dei quali nati in Italia, stanno diventando una componente strutturale per la crescita del nostro paese. I paesi nel mondo che hanno registrato i maggiori ingressi nel 2015 sono gli Stati Uniti, la Germania, la Russia e l’Arabia Saudita. È poi da considerare il fenomeno inverso in aumento degli italiani emigranti all’estero: per fare un esempio, con i suoi 600.000 italiani residenti, Londra potrebbe essere considerata la 16ª città italiana. Il rapporto Migrantes-Caritas dedica molta attenzione alle numerose iniziative di incontro e conoscenza reciproca. È l’unica strada da intraprendere sul piano politico, sociale, ma anche culturale ed ecclesiale. Se pensiamo al futuro immediato, non possiamo prescindere dal numero dei minori: il 21,6% dei minori in Italia sono di origine straniera, perché il tasso di natalità degli immigrati è molto più alto di quello degli italiani. Una emergenza veramente allarmante, evidenziata anche nel recente messaggio di Papa Francesco per la Giornata dei Migranti, è quella dei 12mila minori non accompagnati giunti in Italia. Tutto aperto è invece il problema dei 130.000 i richiedenti asilo e i rifugiati accolti nelle diverse regioni del paese, problema che investe l’Italia in prima battuta, ma di cui l’Europa deve cominciare a farsi carico. Per quanto riguarda la nostra regione Emilia Romagna, su 4 milioni e mezzo di abitanti, abbiamo 536.000 stranieri, più della metà donne. Provengono soprattutto da Romania, Marocco, Albania, Moldova e Ucraina. In regione, i minori sono 95.000, più della metà dei quali nati in Italia. Mercoledì alle 11 nell’auditorium Santa Clelia interverrà a presentare il rapporto Caritas-Migrantes 2015 l’Arcivescovo Matteo Zuppi e Mons. Gian Carlo Perego, direttore generale di Migrantes. (Andrea Caniato – Migrantes Bologna)



