Città del Vaticano – “In queste ore drammatiche, sono vicino all’intera popolazione dell’Iraq, in particolare a quella della città di Mosul. I nostri animi sono scossi dagli efferati atti di violenza che da troppo tempo si stanno commettendo contro i cittadini innocenti, siano musulmani, siano cristiani, siano appartenenti ad altre etnie e religioni”.
Un appello forte di pace quello rivolto ieri mattina da Papa Francesco per la popolazione irachena. “Sono rimasto addolorato – ha detto il Papa al termine della preghiera dell’Angelus – nel sentire notizie dell’uccisione a sangue freddo di numerosi figli di quell’amata terra, tra cui anche tanti bambini. Questa crudeltà ci fa piangere, lasciandoci senza parole. Alla parola di solidarietà si accompagna l’assicurazione – ha aggiunto – del mio ricordo nella preghiera, affinché l’Iraq, pur duramente colpito, sia forte e saldo nella speranza di poter andare verso un futuro di sicurezza, di riconciliazione e di pace. Per questo chiedo a tutti voi di unirvi alla mia preghiera, in silenzio”. Prima dell’Angelus il pontefice, nella Giornata Missionaria Mondiale – ha chiesto che “la Chiesa abbia il coraggio di essere alternativa al mondo ma senza garanzia di successo”. “Oggi – ha aggiunto – è tempo di missione ed è tempo di coraggio! Coraggio di rafforzare i passi vacillanti, di riprendere il gusto dello spendersi per il Vangelo, di riacquistare fiducia nella forza che la missione porta con sé. È tempo di coraggio, anche se – ha sottolineato – avere coraggio non significa avere garanzia di successo. Ci è richiesto il coraggio per lottare, non necessariamente per vincere; per annunciare, non necessariamente per convertire. Ci è richiesto il coraggio per essere alternativi al mondo, senza però mai diventare polemici o aggressivi. Ci è richiesto il coraggio per aprirci a tutti, senza mai sminuire l’assolutezza e l’unicità di Cristo, unico salvatore di tutti. Ci è richiesto coraggio per resistere all’incredulità, senza diventare arroganti. Ci è richiesto anche il coraggio del pubblicano del Vangelo di oggi che con umiltà non osa nemmeno alzare gli occhi al cielo ma si batteva il petto dicendo: ‘O Dio, abbi pietà di me peccatore’. Oggi è tempo di coraggio. Oggi ci vuole coraggio”.(R.I.)



