Città del Vaticano – “Quanti stranieri, anche persone di altre religioni, ci danno esempio di valori che noi talvolta dimentichiamo o tralasciamo”.
E’ quanto ha detto Papa Francesco ieri nell’omelia della messa per il Giubileo Mariano in Piazza san Pietro. Per Papa Francesco “anche la Madre di Dio, insieme col suo sposo Giuseppe, – ha rimarcato Papa Bergoglio – ha sperimentato la lontananza dalla sua terra. Per lungo tempo anche lei è stata straniera in Egitto, lontano dai parenti e dagli amici”. Papa Bergoglio commentava il brano del Vangelo della guarigione di dieci lebbrosi e quello del secondo libro dei Re, del lebbroso Naaman, comandante dell’esercito del re di Aram, ammalato di lebbra, che “per guarire accetta il suggerimento di una povera schiava e si affida alle cure del profeta Eliseo, che per lui è un nemico. Naaman – ha osservato Papa Francesco – è disposto ad umiliarsi. Ed Eliseo non pretende niente da lui, gli ordina solo di immergersi nell’acqua del fiume Giordano. Tale richiesta lascia Naaman perplesso, addirittura contrariato: può essere veramente un Dio quello che chiede cose così banali? Vorrebbe tornarsene indietro, ma poi accetta di immergersi nel Giordano e subito guarisce”. “E’ significativo – ha spiegato il pontefice – che Naaman e il samaritano siano due stranieri”.



