Firenze – In un’Europa che sta affrontando una migrazione mai vista nella storia recente, non ci si può improvvisare ‘accoglienti’: gli operatori delle strutture che ospitano sono sufficientemente qualificati? conoscono le normative? sono in grado di fronteggiare le necessità amministrative e sanitarie del migrante, nel rispetto della sua cultura d’origine? Il Master che sta per prendere il via all’Università degli Studi di Firenze, per l’anno accademico 2016/2017, garantisce l’acquisizione di strumenti professionali fino ad oggi lasciati alla buona volontà del singolo operatore, in quanto al momento non è ancora formalmente richiesto un livello di formazione qualificata in questo ambito. Anche se, di fatto, risulta indispensabile. Il corso in Immigration Management, frutto del coinvolgimento di tre Dipartimenti universitari (Scienze giuridiche, Scienze politiche e sociali, Medicina sperimentale e clinica), vede la sostanziale collaborazione della Fondazione Opera Santa Rita – Onlus promossa dalla diocesi di Prato, e si colloca all’interno di un progetto più ampio, quello del “Laboratorio congiunto”, che lega insieme vari enti, in modo da realizzare un centro unico di interesse, monitoraggio e azione sulle problematiche dell’accoglienza ai migranti, in particolare sul piano formativo, sociale e sanitario.
Il programma formativo del Master fiorentino, oltre al contesto normativo e geopolitico, ha un valore aggiunto: l’aspetto sanitario, con 100 ore di lezione (su una totalità di 250), per capirne di più su patologie trasmissibili e non trasmissibili, progettazione e implementazione dei percorsi di prevenzione, gestione degli screening, concetti di malattia nelle diverse culture.
“Conoscere i bisogni sanitari della popolazione migrante – spiega il professor Pietro Modesti, coordinatore del Master – è fondamentale: non si può separare l’aspetto clinico dalla conoscenza delle caratteristiche di una comunità di migranti, in quanto a cultura, abitudini, credenze, ecc. Inoltre, se ignoriamo i rischi sanitari che corrono (come ipertensione e diabete, per esempio), tra dieci anni il Servizio sanitario nazionale si troverà soffocato da infarti e ictus. Dobbiamo prevenire il problema: lavorare oggi per evitare notevoli difficoltà nel prossimo futuro, quando la popolazione migrante comincerà ad invecchiare”.
Il programma prevede anche un tirocinio formativo di 400 ore da svolgere nel proprio luogo di lavoro per chi opera stabilmente in strutture che si occupano di immigrazione (e saranno ritenute idonee); per gli altri, è previsto uno stage all’interno della Fondazione Opera Santa Rita o presso altri enti pubblici, privati o no-profit impegnati nel campo.
Chi è interessato deve presentare domanda di ammissione entro il 30 settembre.
Maggiori info sul sito dell’Università degli Studi di Firenze al link www.unifi.it/cmpro-v-p-10774.html#migranti o scrivendo al professor Pietro Modesti, coordinatore del Master, all’indirizzo: pa.modesti@unifi.it ( C.P.)



