Un altro naufragio: 4 corpi recuperati, 23 dispersi

Milano – Ancora un altro naufragio. Numeri più piccoli rispetto a quello di una settimana fa di fronte alle coste dell’Egitto, ma non meno drammatico. L’ultima tragedia del mare è avvenuta più a Est. Nel mar Egeo, di fronte alle coste turche di Bodrum. Almeno 4 corpi sono stati recuperati dalla guardia costiera turca. Lo riporta l’agenzia statale Anadolu, secondo cui è affondato un gommone, diretto probabilmente in Grecia, con a bordo 31 persone. Tra queste, altre 4 sono state soccorse, mentre 23 risultano disperse. L’imbarcazione era salpata da Bodrum, nella provincia occidentale di Mugla, prima di rovesciarsi, 4 miglia al largo, nei pressi dell’isola di Kara Ada. Negli ultimi anni migliaia di persone dalla Turchia hanno tentato di attraversare l’Egeo per raggiungere la Grecia e poi l’Europa. Si tratta del primo naufragio mortale da settimane nel mar Egeo, dove il flusso di profughi e migranti si è drasticamente ridotto a seguito dell’accordo di marzo tra UE e Turchia. In poco meno di un anno e mezzo, nelle acque del Mediterraneo «sono stati salvati circa 240mila migranti nell’ambito di 1.700 interventi di ricerca e soccorso» ha detto Valter Girardelli, capo di Stato Maggiore della Marina, in audizione davanti al Comitato Schengen presieduto da Laura Ravetto. «È un dato complessivo», ha spiegato l’ammiraglio – che comprende Mare sicuro ed EunavforMed – ma è significativo che 70mila di questi migranti siano stati soccorsi da unità militari, che svolgono dunque sostanzialmente un’azione di concorso, e tutti gli altri da unità delle organizzazioni non governative, da mercantili in transito e dalla Guardia costiera». Quanto alle imbarcazioni, nello stesso periodo «la Marina ne ha rese inutilizzabili 608, di cui 104 barconi, 486 gommoni e 18 piccoli natanti».