Città del Vaticano – Papa Francesco ha promulgato il Motu Proprio, intitolato “De Concordia inter codices” che di fatto obbliga i parroci di rito latino a celebrare le nozze e amministrare i battesimi richiesti da fedeli orientali o ortodossi immigrati nei loro territori, previa autorizzazione del vescovo diocesano. “La mobilità della popolazione ha determinato – si legge nel testo del documento diffuso ieri dalla Sala Stampa della Santa Sede – la presenza di un notevole numero di fedeli orientali in territori latini” e “questa nuova situazione genera molteplici questioni pastorali e giuridiche, le quali richiedono di essere risolte con norme appropriate”. Il Papa si è “ reso conto di alcuni punti non in perfetta armonia tra le norme del Codice di Diritto Canonico e quelle del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali” che “possiedono, da una parte, norme comuni, e, dall’altra, peculiarità proprie, che li rendono vicendevolmente autonomi. È tuttavia necessario che anche nelle norme peculiari vi sia sufficiente concordanza. Infatti – spiega Francesco le discrepanze inciderebbero negativamente sulla prassi pastorale, specialmente nei casi in cui devono essere regolati rapporti tra soggetti appartenenti rispettivamente alla Chiesa latina e a una Chiesa orientale”. Nella Lettera apostolica il pontefice riafferma il criterio dell’appartenenza del bambino alla Chiesa sui iuris del genitore cattolico e introduce l’obbligo di indicare la Chiesa di appartenenza nel registro parrocchiale dei battesimi. Per quanto riguarda, invece, l’eventuale passaggio ad altra Chiesa sui iuris, si stabilisce che, salvo dispensa specifica, venga fatto in questi casi un atto formale di passaggio davanti all’autorità competente e che il suddetto cambiamento venga annotato anche nel libro dei registri di battesimo. (R. Iaria)



