Marsiglia – Roma, una città che trabocca di meraviglie e di splendore. È in mezzo alle sue vestigia che il gruppo di pellegrini dell’Ensemble pastoral de la Belle de Mai di Marsiglia, composto da una decina di nazionalità differenti (capoverdiani, portoghesi, gabonesi, camerunesi, italiani, francesi…) ha vissuto cinque giorni ai primi di settembre. Una cinquantina di pellegrini condotti da padre Renato Zilio: altrettanti volti, orizzonti e sorrisi differenti, simbolo delle diversità della nostra città. Della Chiesa diocesana, in particolare. Una bandiera gigante color arancione di 5 metri ci accompagna ovunque : « Marsiglia e i suoi mille volti ». Dappertutto, effetto sorpresa: «Ma che cos’è questa bella manifestazione ?! »
Un pellegrinaggio interculturale, ricco in colori. Aperto dalla celebrazione della messa domenicale, ripresa da TV2000, alla parrocchia del SS.mo Redentore di Valmelaina, un quartiere povero della capitale e animata dal nostro gruppo corale. Si è voluto condividere con il popolo di qui, la bellezza della lode a Dio in francese, in portoghese e in creolo. Questa comunione attorno alla stessa fede ha invogliato ognuno a cantare insieme i ritornelli, mentre allo stesso ritmo batteva le mani l’intera assemblea. È stato come accendere una miccia… per un’esplosione di festa. « Mai avuto una messa così viva ! » ripeteva alla fine Luisa, con gli occhi ancora umidi di emozione. Un pasto fraterno alle lasagne e al vino bianco dei colli era servito poi da un simpatico plotone di volontari e dal parroco, P. Zaupa. Così, iniziava un pellegrinaggio di stranieri, diventati d’incanto in una parrocchia scalabriniana dei fratelli!
Ogni angolo di questa città possiede una storia che attraversa i tempi, nonostante l’urbanizzazione. É questa storia che i nostri pellegrini scoprono con occhi di bambini. Dal Pantheon alla basilica Santa Maria Maggiore, dalle Catacombe ai Battisteri… ognuno oltrepassa questi muri, li osserva, li annusa, li tocca. Contemplazione, meraviglia, emozione. Al passaggio della porta santa nelle quattro Basiliche maggiori, un canto diventa l’inno del nostro pellegrinaggio. Dolce, processionale, meditativo. « Senhor, quem entrarà no santuario p’ra te louvar …» (Signore chi entrerà nel tuo santuario per poterti lodare…). Nel silenzio generale, una folla impressionante gira gli occhi verso di noi, il gruppo di Marsiglia, come trasportato dal canto. Mais c’est Marseille, originale comme toujours!
L’ultimo pasto è la nostra ultima cena. Malinconica, composta. Consumata in un ristorante tipico romano in Borgo Pio, da Marcello. Menù ricco, fatto di specialità italiane e romane. Ma la più bella è una sorpresa. Ed è l’irruzione ad un certo punto di musicisti di strada – emigranti come noi, dei rumeni – veri artisti del violino, della fisarmonica e della chitarra. Con loro si fa il giro del mondo in canzoni e motivi, italiani o latinoamericani, inglesi o napoletani… Il clima si incendia. Libertà, gioia, fraternità salgono alle stelle. ‘Oh happy day » cantato alla fine tutti attorno a Roberto, il serio padrone di casa, lo fa sciogliere in lacrime. Indimenticabile Marsiglia, in un solo corpo, in una sola anima, in una sola voce. Sì, Marseille e ses mille talents.
La lode al Signore è cantata dappertutto a tutta voce in città, lungo le strade, sulle piazze, nella metro, dietro alla nostra bandiera arancio-marsigliese. Sentita con ancor più forza e interiorità quando si sale in ginocchio la famosa Scala santa. Sono i gradini del Cristo, condotto in alto di fronte a Ponzio Pilato. Ogni gradino un sospiro, ogni sospiro una preghiera, ogni preghiera una speranza. La speranza di un domani migliore. Speranza che la visita ai musei Vaticani rende ancora più vibrante. Soprattutto contemplando la Cappella Sistina, un immenso affresco che racconta tutta la Bibbia e la creazione. Grandioso respiro cosmico : fa restare ognuno con il naso in sù per un’eternità ! Al centro del giudizio universale : l’Uomo. « Ero io il povero, il malato, l’emigrato… e tu mi hai accolto ». Rivelazione finale folgorante. Qui in questa Cappella, infatti, nasce il nuovo Papa… per una umanità nuova. Più fraterna e cristiana.
All’uscita, sulla piazza, i nostri pellegrini insieme ad altri 20.000, sono benedetti da Papa Francesco in udienza generale. Una benedizione è come una promessa. Quella di dare frutti ritornando nella nostra Marsiglia. « Siate segni e strumenti di misericordia» insiste il papa in tutte le lingue. Ognuno è chiamato così a mostrare il volto di Dio, anzi il suo cuore stesso. La misericordia. Questo, nel nostro povero quartiere del 3ème arrondissement, un quartiere marsigliese interamente musulmano.
Quattordici lunghe ore di bus ci attendono, infine, sulla via di ritorno. Una lunga processione di canti e di testimonianze, in verità. Ognuno interviene con il suo tocco. La sua pennellata personale. Ed è un affresco ancora più bello di quello della Capella Sistina. « Tout était magique, tout était mystique ! » rimpiange Madeleine della Martinica. (Peter Stephen ASSAGHLE)



