Torino – I rom, i sinti e i gagé di A.I.Z.O., l’Associazione Italiana Zingari Oggi, hanno organizzato insieme il 27esimo Convegno annuale dell’Associazione per parlare di campi sosta, delle favelas istituzionali e del loro superamento; dunque per provare ad “immaginare alcune possibili soluzioni”.
I lavori inizieranno domani, 22 settembre, e si concluderanno il giorno successivo. La sede del convegno è uno dei campi sosta rom della Città Metropolitana, ai confini con il Comune di Borgaro. “La nostra scelta è sempre stata quella di realizzare i nostri convegni nei luoghi di dimora del popolo rom e sinto” dice Carla Osella, Presidente Nazionale di A.I.Z.O. “perché i momenti di confronto e di scambio di idee siano anche occasioni di conoscenza diretta reciproca”.
Rom e sinti sono una delle popolazioni più emarginate, eppure oggi sono la più numerosa minoranza presente in Europa: oltre 12 milioni di persone, di cui il 70% minorenni, evidenziano i promotori sottolineano che tanti parlano di loro; molte sono le dichiarazioni di intenti, tutti hanno diritto di dire su di loro, ma sono pochi coloro che ne condividono il percorso camminando insieme.
Saranno presentate le situazioni nazionali legate alle politiche di inclusione abitativa e si cercherà di capire, in virtù delle richieste della Comunità Europea che ribadiscono la necessità della chiusura definitiva dei campi, quali siano le possibili alternative per questa popolazione.
Attraverso gli interventi di relatori che provengono da Università e Istituzioni a livello nazionale e locale verranno presentati i problemi correlati alla presenza stessa dei campi sosta, le difficoltà e la grande emarginazione vissuta dai rom che vi abitano. Tutto letto in un’ottica costruttiva e coordinata da una prospettiva regionale che ci verrà dall’Assessora Monica Cerutti e inserito nelle linee programmatiche dell’UNAR, l’organismo istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. “Il 2016 è il 45esimo anniversario dalla fondazione di A.I.Z.O, un’associazione nata proprio a Torino nel 1971” ci racconta Jonko Jovanovic, vicepresidente nazionale – “quando una giovane sociologa, Carla Osella, con la collaborazione di alcuni volontari e la richiesta di un gruppo di famiglie sinti piemontesi, hanno deciso di diventare insieme protagonisti e dare voce a questa minoranza”.
Oltre alle diverse sessioni di lavoro ne è stata organizzata una proprio per raccontare il cammino percorso dall’A.I.Z.O. che in 45 anni è arrivata ad essere nazionale, con antenne territoriali diffuse ma soprattutto con una presenza quotidiana e costante a fianco del popolo rom, nella difesa dei loro diritti e nella lotta alle discriminazioni e ai pregiudizi che spesso li accompagnano.
Per confermare ancora di più la volontà di camminare con il popolo rom, sono previsti interventi di rom e sinti, dei giovani che parleranno dei loro sogni e delle donne che rivestono un ruolo importante nell’educazione dei figli e quindi fondamentali per ogni percorso di inclusione che si vorrà tratteggiare.



