Migranti: l’appello dei vescovi della Provincia di Frosinone

Roma – “Le nostre Chiese diocesane si stanno impegnando, non senza fatica, a mettere a disposizione strutture ecclesiastiche per l’accoglienza dei migranti, a garantire accompagnamento sia alle persone che ci vengono direttamente affidate dalle Autorità pubbliche, sia a coloro che comunque bussano alla nostra porta. Registriamo nelle ultime settimane ripetute insofferenze, che spesso giungono alle cronache, verso la presenza dei migranti. Sentiamo quindi il dovere di rivolgere un appello alle comunità cristiane, ai responsabili delle istituzioni del territorio, e in modo particolare ai Sindaci, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà”. E’ un passaggio del messaggio dei vescovi Ambrogio Spreafico, Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino Gerardo Antonazzo, Vescovo di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo

Lorenzo Loppa, Vescovo di Anagni-Alatri sull’accoglienza dei migranti nelle diocesi della provincia di Frosinone .

“Mentre con spirito di autentica carità cristiana ci prepariamo alla Grande colletta ecclesiale nazionale a favore delle popolazioni terremotate di Amatrice e Arquata del Tronto, che si terrà in tutte le chiese domenica 18 settembre 2016, allo stesso modo non possiamo rimanere insensibili alla situazione dei migranti che, in fuga da conflitti, persecuzioni e pericoli, povertà, stanno giungendo nella nostra terra”, si legge nel testo. “Le nostre Chiese diocesane – proseguono – si stanno impegnando, non senza fatica, a mettere a disposizione strutture ecclesiastiche per l’accoglienza dei migranti, a garantire accompagnamento sia alle persone che ci vengono direttamente affidate dalle Autorità pubbliche, sia a coloro che comunque bussano alla nostra porta. Registriamo – proseguono i presuli – nelle ultime settimane ripetute insofferenze, che spesso giungono alle cronache, verso la presenza dei migranti. Sentiamo quindi il dovere di rivolgere un appello alle comunità cristiane, ai responsabili delle istituzioni del territorio, e in modo particolare ai Sindaci, a tutti gli uomini e le donne di buona volontà”.

I presuli ringraziano “i tanti per gli sforzi finora compiuti” e si rivolgono “soprattutto alle comunità parrocchiali, alle comunità religiose, alle aggregazioni ecclesiali che ancora non hanno avuto modo di esprimere segni concreti di accoglienza: è questa l’ora di fare ognuno la propria parte, ognuno secondo le proprie possibilità, senza risparmi, reticenze o calcolo di interessi”. Ai responsabili delle istituzioni del territorio e in modo particolare ai Sindaci chiedono che ogni istituzione, in particolare ogni Comune, “si impegni a dare segni concreti di ospitalità ai migranti richiedenti l’asilo politico mettendo a disposizione per l’ospitalità strutture di proprietà pubblica che non sono più utilizzate (ad esempio edifici scolastici abbandonati); favorendo, nei rispettivi Comuni, la presenza di organismi qualificati che si occupino dell’accoglienza; favorendo iniziative di conoscenza delle persone migranti, delle loro storie personali, dei Paesi di provenienza; favorendo l’attivazione di progetti di impegno sociale, a servizio della comunità, dei migranti ospiti nei diversi Comuni; denunciando eventuali abusi e cattivo uso di risorse pubbliche che si dovessero verificare in un’attività tanto delicata”. Ogni Istituzione, e in particolare ogni Comune, nessuno escluso, può “fare qualcosa”, spiegano i tre vescovi: “la nostra terra, che, tra le prime in Italia, ha conosciuto una massiccia emigrazione, non merita che problemi planetari, drammi personali e situazioni oggettivamente difficili vengano affrontati in modo irrazionale, fomentando paure dovute solo alla mancata conoscenza, e gridando in modo istintivo”. “Invitiamo tutti alla reciproca collaborazione, all’approfondimento dei problemi e delle situazioni, a rappresentare in modo civile e nelle sedi opportune eventuali difficoltà che si possano riscontrare, con l’obiettivo di superarle, perché insieme possiamo trovare risposte adeguate e intervenire là dove si riscontrassero comportamenti inadeguati da parte di coloro che abbiamo accolto con spirito di fraternità. A tutti gli uomini e le donne di buona volontà – concludono – le nostre Chiese si pongono quotidianamente accanto agli uomini e alle donne della nostra terra, condividendo le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti, soprattutto dei poveri e delle famiglie in difficoltà a causa della crisi e della disoccupazione. Rivolgiamo a tutti un invito all’impegno, all’accoglienza, alla conoscenza della realtà dei migranti. Ogni iniziativa promossa dalla Chiesa al servizio degli uomini è aperta alla collaborazione di uomini e donne di buona volontà. Invitiamo tutti coloro che sono disponibili, ad esprimere concretamente la loro solidarietà concreta ai fratelli migranti presenti nelle nostre città e nei nostri paesi, anche in collaborazione con le iniziative ecclesiali in corso”. (R.I.)