Verona – “Era l’autunno del 1966 e con il circo ci trovavamo nel bel mezzo di una tournée in Olanda; io naturalmente ero al seguito dei miei genitori. Quando fu il momento del inizio dell’anno scolastico, mia madre, mia sorella minore Silvana ed io salimmo in treno partendo dalla città di Rotterdam per giungere a Verona, dove avevamo e abbiamo tutt’ora la nostra sede stabile, appena due giorni prima dell’inizio di scuola”. E’ l’inizio del racconto di Flavio Togni, rappresentante di una delle famiglie circensi più famose in Italia, che ricorda il primo giorno di scuola in terra scaligera. “Vissi quella giornata in modo agitato – scrive l’Arena di Verona – perché nervoso per il mio debutto il giorno seguente. All’indomani mi sono svegliato ancora più teso e mi sono preparato meticolosamente con l’aiuto di mia madre, per poi partire in automobile guidata da mio zio Bruno, insieme ai miei cugini che come me dovevano varcare i cancelli della scuola elementare Massimo d’Azeglio, alle Golosine. Arrivati a destinazione, con la tensione al massimo, varcai quei cancelli con l’incoraggiamento di mio zio (arrivato sotto forma di leggera spinta sulla schiena esattamente come fece otto anni dopo, quando varcai per la prima volta il boccascena che conduce alla pista del circo, per il mio primo giorno di spettacolo). Ma una volta arrivato in classe tutti i timori e la tensione svanirono e iniziò il divertimento della vita scolastica”.
Circa un mese dopo, al rientro del circo in Italia, Flavio deve però lasciare la scuola di Verona. “Con grande rammarico, perché significava dover lasciare i miei nuovi amici, per seguire il circo”. Comincia così a seguire le lezioni nelle varie scuole delle città in cui il circo installa il tendone, cambiando continuamente maestri e compagni. “Ma l’ultimo mese dell’anno scolastico, con molto entusiasmo, tornai a Verona, espressamente per terminare la prima elementare. Rincontrai la mia maestra e tutti i miei compagni, con alcuni dei quali ebbi il piacere di condividere in seguito tutta la mia carriera scolastica”, racconta.



