Roma – Più che di tanta povera gente disperata che bussa alle porte del continente, l’Europa dovrebbe temere il cambiamento del modo di pensare che si vuole imporre dall’esterno”. A dirlo questo pomeriggio è stato il cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della CEI, aprendo i lavori del Consiglio Permanente in corso a Roma fino a mercoledì28 settembre.
Nella sua prolusione il porporato ha parlato del continuo esodo di “tanti disperati che bussano alle porte del continente”. Papa Francesco – ha detto il cardinale – “non si stanca di richiamare lo stile dell’accoglienza e dell’integrazione, che richiede generosità e intelligenza politica e sociale; è uno stile che coinvolge tutti, chi accoglie e chi è accolto”. L’Italia – ha aggiunto il Presidente della CEI – è “in prima linea e, nonostante difficoltà oggettive, continua a fare tutto il possibile su questo fronte che la vede ancora troppo sola. Le comunità cristiane cercano di allargare gli spazi dell’accoglienza e soprattutto del cuore, affinché si vada oltre l’emergenza verso percorsi di integrazione per quanti – mostrando consapevolezza e impegno – desiderano rimanere”.
Il pensiero del Presidente della CEI è andato anche ai tanti giovani che oggi lasciano il nostro Paese per motivi di lavoro. “Siamo fortemente – ha detto Bagnasco – preoccupati che il patrimonio di capacità e di ingegno del nostro popolo sia costretto aa emigrare, impoverendo così il Paese”. (Raffaele Iaria)



