Oltre duemila persone soccorse nel Canale di Sicilia

Milano – Oltre duemila migranti salvati in meno di 24 ore. È l’ultimo bilancio delle operazioni di soccorso attivate nella sola giornata di ieri dalla guardia costiera italiana e libica. In particolare, 1.850 persone sono state soccorse nel canale di Sicilia nel corso di 8 distinte operazioni attivate dalla centrale operativa di Roma della Guardia costiera, mentre altre 250 sono state recuperate dalla Marina militare. Tutte le imbarcazioni in avaria erano dirette in Italia che è diventata così la meta principale degli sbarchi dopo l’accordo tra Europa e Turchia. Le rotte che partono dall’Egitto e dalla Libia attraverso il canale di Sicilia sono anche le più pericolose. Tra una settimana, il prossimo 18 aprile, si celebrerà l’anniversario del drammatico naufragio dove, esattamente un anno fa, persero la vita 800 migranti. Intanto una coppia siriana ha potuto riconoscere in foto il cadavere del proprio figlio, uno dei quattro che avevano perso tra le onde del mare agitato proprio su quella stessa rotta nel naufragio del 2 agosto 2014. Durante la trasmissione televisiva ‘Chi l’ha visto?’ la coppia aveva lanciato un appello e mostrato la foto di uno dei bambini – l’unica in loro possesso. Il volto trasmesso in tv è stato riconosciuto da un agente della polizia scientifica della Questura di Agrigento. Il poliziotto aveva assistito all’autopsia effettuata sul ragazzo pochi giorni dopo il naufragio. La coppia di siriani, su invito della Questura di Agrigento, ha potuto così riconoscere il cadavere del figlio, Mohammed, che ora si trova tumulato nel cimitero di Ribera, un piccolo comune dell’Agrigentino. Oltre a lui, la coppia aveva perso altri tre figli: Omar, Esrà, Rama, che risultano ancora oggi dispersi. I genitori hanno raccontato di essere fuggiti in Egitto dalla Siria nel giugno del 2011 e poi da lì in Libia dove si fermarono quasi 3 anni. Nell’estate del 2014, una notte, i migranti furono imbarcati, assieme ad altri profughi, su un peschereccio che si trovava in una spiaggia isolata di Zawara. Nel naufragio finirono tutti in mare. La madre per un po’ tenne aggrappati a sé due dei quattro figli. Ma il tentativo di salvarli risultò invano. (Daniela Fassini)