Papa Francesco: i profughi non sono numeri ma persone

Città del Vaticano – “I profughi non sono numeri, sono persone: sono volti, nomi, storie, e come tali vanno trattati”. È iniziata con questo tweet la giornata di Papa Francesco. Una giornata che lo ha visto in viaggio apostolico, seppur di 5 ore, al capo profughi di Lesbo,  l’isola greca definita da più parti la Lampedusa della Grecia.


“E’ un viaggio un po’ diverso dagli altri. Nei viaggi apostolici  ha detto il pontefice incontrando i giornalisti sull’aereo che lo portava a Lesbo – noi andiamo a fare tante cose: vedere la gente, parlare… c’è anche la gioia dell’incontro. Questo è un viaggio segnato dalla tristezza”. “Noi andiamo ad incontrare la catastrofe umanitaria più grande dopo la Seconda Guerra Mondiale”, ha aggiunto il Papa: “andiamo – e lo vedremo – da tanta gente che soffre, che non sa dove andare, che è dovuta fuggire. E andremo anche ad un cimitero: il mare. Tanta gente lì è annegata. Lo dico non per amareggiare, non per amarezza, ma perché anche il vostro lavoro di oggi possa trasmettere nei vostri media lo stato d’animo con cui io faccio questo viaggio”. (R.Iaria)