Città del Vaticano – la Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici (Fisc) compie 50 anni. Per ricordare questo evento sono arrivati a Roma 5000 persone tra direttori, collaboratori e lettori dei vari giornali per partecipare all’Udienza con Papa Francesco alla quale hanno partecipato oltre 40mila fedeli provenienti da ogni parte del mondo.
I giornali si sono presentati al pontefice con le parole di Papa Paolo VI, che ha definito la stampa cattolica “opportuna per la formazione di una opinione pubblica sana e favorevole; ma ancora tanto bisognosa di unità, sostegno, vigore, diffusione”.
Nella sua meditazione Papa Francesco ha parlato della carità evidenziando che fare l’elemosina “può sembrare una cosa semplice”, ma “dobbiamo fare attenzione a non svuotare questo gesto del grande contenuto che possiede. L’elemosina — ha spiegato — è “un gesto d’amore che si rivolge a quanti incontriamo; è un gesto di attenzione sincera a chi si avvicina a noi e chiede il nostro aiuto”. “Ci sono pagine importanti nell’Antico Testamento, dove Dio esige un’attenzione particolare per i poveri che, di volta in volta, sono i nullatenenti, gli stranieri, gli orfani e le vedove. E nella Bibbia questo è un ritornello continuo, eh?: il bisognoso, la vedova, lo straniero, il forestiero, l’orfano… È un ritornello. Perché Dio vuole che il suo popolo guardi a questi fratelli nostri”, ha sottolineato Bergoglio: Dio non ci
chieda “di fare l’elemosina per essere lodati e ammirati
dagli uomini per la nostra generosità: non è l’apparenza che
conta – ha detto – ma la capacità di fermarsi per guardare in
faccia la persona che chiede aiuto”. “Ma fare l’elemosina – ha
concluso – dev’essere per noi anche una cosa che sia un
sacrificio”. “Dai generosamente e,
mentre doni, il tuo cuore non si rattristi”. Ciò significa, ha detto il papa – che
la carità richiede, anzitutto, un atteggiamento di gioia
interiore. Offrire misericordia non può essere un peso o una
noia da cui liberarci in fretta”. “Quanta gente giustifica se
stessa col dire: ’Dare l’elemosina a questo che andra’ a comprare
vino per ubriacarsi?’. ’Ma questo non ha altra strada, e tu cosa
fai di nascosto? Tu sei giudice di questa persona che spende una
moneta per comprare il vino?’”, ha ammonito il Papa che ha termine dell’udienza ha salutato, tra gli altri, anche i membri della Fisc, guidati dal presidente Francesco Zanotti, che hanno alzando copie dei propri giornali. La Fisc nasce il 26 novembre 1966 come associazione dei numerosi settimanali diocesani, soprattutto con lo scopo di “raccogliere l’eredità culturale, sociale ed ecclesiale delle varie testate sorte già alla fine dell’800, nel solco del Movimento cattolico italiano e alla luce dell’Enciclica Rerum Novarum di Leone XIII”. Quello stesso giorno i “padri fondatori”, chiesero udienza a Paolo VI. Il papa ricordò di non riuscire pensare “a un settimanale diocesano senza ricordarci delle parabole evangeliche del piccolo seme, che cresce fino a prendere misura e funzione di pianta, e del fermento immenso nella pasta, a cui infonderà sviluppo e sapore nuovi. Al regno dei cieli – aggiungeva – mancano spesso i grandi mezzi, di cui dispone il regno della terra. Vogliamo dire che la nostra causa cattolica, anche nello sforzo per la sua validità e per la sua estensione, manca normalmente di mezzi proporzionati al suo merito e al suo bisogno; essa vive e combatte con strumenti inadeguati, che spesso più la umiliano che non la esaltino”.
“Avanti pertanto con saggezza e con coraggio: si allarghi – concludeva – la rete dei fogli settimanali cattolici; si perfezioni la loro fattura e il nerbo della loro parola; si diffonda in ogni diocesi, in ogni parrocchia, in ogni associazione, in ogni famiglia la voce cattolica nella sua interpretazione diocesana; si stringa la Federazione di codesti benemeriti fogli settimanali; e si corrobori in tutto il Paese il tono della vita cattolica per merito loro!”. (R.I.)



