Papa Francesco: un raggio di luce per chi è solo

Città del Vaticano – “Tutti noi cristiani siamo chiamati a comunicare il messaggio di risurrezione a quanti incontriamo, specialmente a chi soffre, a chi è solo, a chi si trova in condizioni precarie, agli ammalati, ai rifugiati, agli emarginati”.

A dirlo è stato ieri Papa Francesco durante la preghiera del regina Coeli, che nel periodo pasquale sostituisce l’Angelus. “La presenza di Gesù risorto – ha detto il pontefice –  trasforma ogni cosa: il buio è vinto dalla luce, il lavoro inutile diventa nuovamente fruttuoso e promettente, il senso di stanchezza e di abbandono lascia il posto a un nuovo slancio e alla certezza che Lui è con noi”. “Se a uno sguardo superficiale – ha proseguito Papa Francesco – può sembrare a volte che le tenebre del male e la fatica del vivere quotidiano abbiano il sopravvento”, la Chiesa “sa con certezza che su quanti seguono il Signore Gesù risplende ormai intramontabile la luce della Pasqua”. Questo perché, ha spiegato, “il grande annuncio della Risurrezione infonde nei cuori dei credenti un’intima gioia e una speranza invincibile”. “Cristo è veramente risorto! Anche oggi la Chiesa continua a far risuonare questo annuncio festoso: la gioia e la speranza continuano a scorrere nei cuori, nei volti, nei gesti, nelle parole”. “A tutti – ha poi concluso – facciamo arrivare un raggio della luce di Cristo risorto, un segno della sua misericordiosa potenza”.

Dopo la preghiera il pontefice ha rinnovato l’appello “per la liberazione di tutte le persone sequestrate in zone di conflitto armato; in particolare – ha detto –  desidero ricordare il sacerdote salesiano Tom Uzhunnalil, rapito ad Aden nello Yemen il 4 marzo scorso”.