Roma – “Sul fenomeno migratorio abbiamo il dovere di proporre approcci di natura globale, non soltanto legati all’urgenza, ma capaci di portarci a soluzioni durevoli” . A dirlo è stato questa mattina il presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella aprendo alla Farnesina i lavori della Prima Conferenza Ministeriale Italia – Africa che riunisce a Roma oltre 40 Ministri di Paesi Africani, i loro Rappresentanti Permanenti presso l’Onu a New York e i responsabili di circa 15 tra Organizzazioni Internazionali del Sistema delle Nazioni Unite e Regionali. Per Mattarella le migrazioni vanno affrontate “con un approccio multidimensionale che va dalla gestione dell’emergenza, alla successiva eliminazione delle cause che portano tanta gente a partire, alla integrazione laddove necessario”. Nessuno – ha spiegato – vorrebbe abbandonare la propria Patria e i propri affetti, soprattutto quando ciò comporta l’incognita, spesso drammatica, di un viaggio pericoloso e l’approdo in una società lontana e diversa. E’ dunque nostro compito lavorare insieme per far sì che venga meno la disperazione che spinge a mettersi in cammino; perché crescano benessere e stabilità, divenendo, essi, baluardi efficaci superando le grandi migrazioni”. Si tratta – ha poi proseguito – di “un obiettivo condiviso da Africa e Italia, da Africa ed Europa e, consentitemi di ricordarlo, anche all’interno dello stesso continente africano. Riuscire a mitigare il disagio, cercare di far sì che le popolazioni interessate da calamità e conflitti possano trovare provvisorio asilo in aree limitrofe, sono traguardi auspicabili”. “Le migrazioni di massa rappresentano, per il continente africano – ha detto ancora Mattarella – la più dolorosa spoliazione di futuro dei tempi contemporanei: milioni di persone in fuga impoveriscono le società civili africane e rappresentano il pedaggio più doloroso al disordine e alla sopraffazione e condizioneranno la stessa capacità di sviluppo”. “Nonostante gli straordinari passi in avanti compiuti nel corso degli anni sono oggi necessari sforzi ulteriori e decisivi – ha affermato il Capo dello Stato – per eliminare, alla base, le cause delle migrazioni di necessità. Come è noto, l’Italia ha sostenuto costantemente l’esigenza di strategie lontane dalla logica semplicistica che vorrebbe rispondere al fenomeno attraverso l’erezione di muri e barriere”.
Mattarella si dice convinto che il “primo dovere” è quello di “salvare vite umane e di soccorrere chi si trova in condizioni di difficoltà e di sofferenza. Non dobbiamo dimenticare neanche per un istante – e l’Italia non lo ha mai fatto – che alla base della nostra azione deve sempre essere posto anzitutto il principio della tutela della vita e della dignità di ogni essere umano”.
Mattarella si dice convinto che il “primo dovere” è quello di “salvare vite umane e di soccorrere chi si trova in condizioni di difficoltà e di sofferenza. Non dobbiamo dimenticare neanche per un istante – e l’Italia non lo ha mai fatto – che alla base della nostra azione deve sempre essere posto anzitutto il principio della tutela della vita e della dignità di ogni essere umano”.



