Veglia per “asciugare le lacrime”: la testimonianza di un rifugiato pakistano

Città del Vaticano – Una veglia di preghiera per quanti hanno bisogno di consolazione “per asciugare le lacrime”. E’ quanto ha voluto, nell’anno dedicato alla Misericordia, Papa Francesco. Una Veglia che si è celebrata ieri nella Basilica di san Pietro nella solennità dell’Ascensione e iniziata con tre testimonianze di profonda sofferenza. Tra queste quella di Felix Qaiser, un rifugiato politico,  giornalista pachistano appartenente alla minoranza cattolica, scappato in Italia per mettere al sicuro la famiglia. “Era la mia battaglia. Volevo – ha detto –  dare voce alle sofferenze della minoranza cristiana perseguitata”. Ha deciso quindi di lasciare il suo Paese ed arrivare in Italia. “È stata molto dura, mia moglie e i miei due bambini erano rimasti in Pakistan”. Dopo due anni, il ricongiungimento e l’abbraccio con la sua famiglia: “Ho capito che il peggio era passato, che insieme ce l’avremmo fatta”. Ora Felix e sua moglie, grazie ai padri gesuiti, lavorano in uno studentato di Venezia e i loro due figli vanno a scola, “hanno imparato presto e bene l’italiano e oggi il loro futuro è in Italia”.

“Non lasciamo soli i cristiani  perseguitati”, è stato il suo appello: “hanno bisogno delle nostre preghiere e del nostro aiuto”. Durante la veglia ha voluto ricordare i tanti volti delle persone che vivono in situazioni di sofferenza. “Quante lacrime vengono versate ad ogni istante nel  mondo; una diversa dall’altra; e – ha detto –  insieme formano come un oceano  di desolazione, che invoca pietà, compassione, consolazione”. Ed ha quindi sottolineato quelle “più amare” provocate dalla “malvagità umana: le lacrime di chi si è visto strappare violentemente una persona cara; lacrime di nonni, di mamme e papà, di bambini…”. “Abbiamo bisogno – ha quindi aggiunto – di misericordia, della consolazione che viene dal Signore.  Tutti ne abbiamo bisogno; è la nostra povertà ma anche la nostra grandezza: invocare la consolazione di Dio che con la sua tenerezza viene ad asciugare le lacrime sul nostro volto”. (R. Iaria)