LabRom: presentata rete per la prima infanzia

Roma – Ieri seconda e ultima giornata di lavoro, presso la sede della Fondazione Migrantes, nell’ambito dell’iniziativa LabRom, il laboratorio di discussione, incontro e dialogo sul tema rom e sinti in Italia, al quale partecipano attivisti rom e non rom, ricercatori, professionisti e operatori pastorali, promosso da Associazione 21 luglio Onlus, Fondazione Migrantes, Reyn (Romanì Early Years Network), Legacoopsociali nazionale, Cooperativa Animazione Valdocco, Naga, Popica Onlus, MO.C.I. (Movimento Cooperazione Internazionale), Un Mondo di Mondi.

Il tema al centro delle riflessioni ė stato la condizione dell’infanzia rom, con un focus specifico sulla prima infanzia. La giornata si ė aperta con i saluti ufficiali della Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza Filomena Albano, ai quali sono seguiti le relazioni della pedagogista dell’Università Milano Bicocca Susanna Mantovani (“I primi anni di vita come finestra di opportunità”) e del responsabile monitoraggio diritti umani di Associazione 21 luglio, che ha fatto il punto sulla condizione dei rom in emergenza abitativa in Italia.

Diverse le esperienze e le testimonianze condivise nel corso della prima parte della giornata, tutte inerenti al tema dell’infanzia rom: la ricercatrice Angela Tullio Cataldo ha affrontato il fenomeno delle adozioni dei bambini rom nel Lazio, Giovanni Giustiniani di A Roma insieme ha parlato della questione dei minori in carcere nella città di Roma, Simone Zamatei di Abcittà Cooperativa ha illustrato il progetto Sar San (“Come stai?” in lingua romanes), mentre Layla Bules e Fabrizio Baldo di Atd Quarto Mondo hanno presentato la loro esperienza di una biblioteca di strada a Roma.

Infine Christian Picucci di Popica Onlus ha condiviso l’esperienza della squadra di calcio giovanile Birilli, un progetto che utilizza il calcio e lo sport come strumento privilegiato di inclusione sociale, e il giovane attivista rom Ahmet Sadikov, di Mazara del Vallo, ha parlato della sua esperienza educativa, tra arte, musica e tradizioni, con i bambini rom e non che vivono nella “kasbah” della cittadina siciliana.

La seconda parte della giornata è stata invece dedicata ai lavori in gruppo. I partecipanti si sono infatti suddivisi in tre tavoli nei quali hanno affrontato diverse riflessioni poi portate in seduta plenaria. I tavoli erano: Emergenza prima infanzia rom: criticità, bisogni e strategie d’intervento e sviluppo; Risorse per il sostegno alla genitorialità: linee d’azione, esperienze, servizi, materiali; Dalle nuove criticità alle nuove pratiche: la formazione dei professionisti della prima infanzia.

Nel corso di LabRom ė stata infine presentata la rete REYN, un network per la prima infanzia rom in Italia, che ha l’intento di riunire professionisti e paraprofessionisti impegnati in varie aree del Paese su questa tematica. La rete REYN Italia sarà parte di una rete REYN internazionale e offrirà ai partecipanti opportunità professionali per migliorare il proprio lavoro e apprendere nuove pratiche. (D.G)