Bruxelles – “È stata evitata un’ecatombe, ma il dramma continua. Anche oggi è presumibile ci siano stati tanti morti in mare. Il nostro lavoro strepitoso per cercare di salvare quante più persone possibile, rischia di essere un lavoro insufficiente a rispondere alle grandi problematiche”. Dal G7, in corso in Giappone, il premier Matteo Renzi parla dei naufragi al largo delle coste libiche. Quello di mercoledì, dove sono stati tratti in salvo oltre 550 migranti ma altri cento (e non una trentina come si temeva all’inizio) potrebbero non avercela fatta e quello di ieri, con 96 persone soccorse. I vertici dell’Ue chiedono aiuto. “L’Europa ha bisogno del sostegno e della solidarietà del G7 – chiedono Donald Tusk e Jean Claude Juncker – perché quello dell’immigrazione è un dramma da affrontare tutti insieme”.
Dopo la chiusura del corridoio balcanico e con il bel tempo, riesplode l’emergenza sulla rotta del Mediterraneo centrale dalle coste africane verso la Sicilia. I più numerosi arrivano da Nigeria, Gambia e Somalia. Quest’anno, secondo i dati OIM al 15 maggio, il totale delle persone sbarcate sulle coste dell’Ue dalle rotte mediterranee è stato di 189.414: di queste 32.486 sono arrivate in Italia (i morti sono stati 976) e 155.837 in Grecia (376 decessi). Stando ai dati di Frontex, ad aprile il numero degli arrivi di migranti in Italia ha superato – per la prima volta dal giugno del 2015 – quelli in Grecia. L’inversione di tendenza tra Grecia e Italia, precisa Frontex, si è verificata nonostante gli 8370 arrivi registrati sulla rotta del Mediterraneo centrale evidenzino riduzioni del 13% rispetto al dato di marzo e del 50% rispetto allo stesso mese del 2015.



