Ventimiglia – “Ho spalancato le porte della mia parrocchia ai migranti”. La storia di accoglienza arriva da Ventimiglia, teatro negli ultimi mesi di una resistenza pacifica da parte di centinaia di stranieri in attesa di varcare il confine verso la Francia. Padre Francesco Marcoaldi, frate della congregazione Figli di Maria Immacolata, stamattina ha annunciato che la decisione è stata presa: una settantina di migranti che erano accampati nella cittadina saranno ospitati in parrocchia, con il benestare del vescovo di Ventimiglia-Sanremo Mons. Antonio Suetta. Il gesto del religioso ha evitato a questo gruppo di essere sgomberato. “Ho avuto apertura dal vescovo e io ho spalancato le porte della mia parrocchia ai migranti. Resteranno qui fino a quando non sarà trovata una soluzione a questo problema. Resteranno qui fino a quando è necessario. Ai pasti ci pensa la Caritas” ha detto ancora padre Francesco.
“Lancio un appello ai parroci della diocesi affinché seguano l’esempio di padre Francesco ed aprano le porte delle loro parrocchie ai migranti”, ha detto Mons. Antonio Suetta, che in queste ore è in trattativa con la Prefettura di Imperia per la realizzazione di una tendopoli nel parcheggio del seminario a Bordighera. “Non sarà una soluzione immediata – dice il vescovo – e nel frattempo c’è bisogno di trovare una sistemazione, per questo chiedo ai sacerdoti di aprire le parrocchie”. Il vescovo ieri aveva spiegato di essere pronto a autorizzare un accampamento. “Con il sindaco di Ventimiglia stiamo lavorando per evitare qualsiasi soluzione forzosa e disordini. La situazione è ancora tutta in fieri, ma noi abbiamo già dato la disponibilità a montare una tendopoli in un terreno del seminario, attivando una collaborazione con la Croce Rossa per una cucina da campo e con la Protezione Civile per i servizi igienici” ha spiegato.



