Roma – A Nizza, città dove numerosa è anche la comunità italiana, abbiamo assistito a una nuova strage degli innocenti, di civili che sono vittime del terrorismo, ma anche di “una guerra a pezzi” che tocca anche le nostre città. Una strage condannata dalla Chiesa cattolica francese e dal Consiglio mussulmano francese come un “barbaro attacco” e che chiede di intensificare un dialogo in atto, fatto di gesti concreti che purtroppo troppo poco trovano spazio nelle pagine dei giornali, dove si tende – gravissimo errore – a coniugare superficialmente terrorismo e islamismo. Una strage che ancora una volta segnala la mancata integrazione di un giovane franco-tunisino di seconda generazione, un giovane che tra i tanti che anche in Francia né studiano né lavorano: un tema sociale e culturale non solo francese, ma europeo. Una strage che pone il problema della facilità e della crescita della vendita delle armi nelle case, nelle famiglie, nelle città (+ 14%). Venerdì nelle moschee di Francia si pregherà per questi morti, come domenica nelle nostre chiese: un gesto fraterno di condivisione del dolore e dell’impegno per vincere l’odio. (Mons. Gian Carlo Perego)



