Milano – Mentre continuano nei porti siciliani gli sbarchi di migranti, ieri la nave di Medici senza frontiere ha recuperato 22 corpi in un gommone che si aggiungono ad altri due cadaveri. Ieri sono stati salvati nelle acque del Canale di Sicilia altre 567 persone nel corso di cinque operazioni di soccorso coordinate dalla Guardia Costiera. Alle attività hanno partecipato navi della Marina Militare italiana e irlandese e delle ong Moas e Medici senza Frontiere. In tre giorni sono state recuperate in mare oltre 4mila persone. I migranti sbarcati ieri sono complessivamente 2.126, tra i quali numerose donne e bambini. L’arrivo di altre due navi con 1.469 profughi è previsto per oggi. Oltre 3500 persone in 24 ore, insomma, in porti in cui la situazione diventa difficile anche per la presenza di minori non accompagnati. Ieri mattina nel porto commerciale di Augusta è infatti approdata la nave «Carlo Margottini» della Marina militare con 602 migranti, prevalentemente di origine sub sahariana, tra i quali 59 donne e 140 minori. Nel pomeriggio l’arrivo più consistente al porto di Palermo: dal pattugliatore «Borsini» della Marina Militare sono sbarcate 1.146 persone – tra cui 354 donne (23 incinte), 45 minori accompagnati e 63 non accompagnati – e un cadavere recuperato da un gommone. Sempre nel pomeriggio, nel porto di Trapani è attraccata la Responder dell’organizzazione umanitaria Moas con 378 profughi. Tra di loro anche una bambina di un anno e 90 donne. Nel porto di Pozzallo è previsto infine l’arrivo della Bourbon Argos di Medici senza frontiere, con 628 migranti, mentre altri 841 sbarcheranno a Catania dalla Reina Sopia della Eunavfor Med, che trasporta un cadavere. (P. Lambruschi – Avvenire)



